Italia
Dopo la richiesta della procura pubblicato allalbo pretorio il rendiconto del mandatario dellallora candidato a sindaco
Elezioni 2007, Favilla spese quasi 200mila euro
Luca Tronchetti
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Il sindaco Mauro Favilla con lex presidente della Lucchese Fouzi Hadj Gli inquirenti chiederanno la documentazione anche agli altri politici in lizza alle amministrative
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LUCCA. Meglio tardi che mai. Un vecchio adagio che ben si addice alla pubblicazione - effettuata con oltre tre anni di ritardo rispetto a quanto recita la normativa («entro un mese dalle elezioni») - del rendiconto delle spese effettuate in campagna elettorale alle amministrative del 2007 per il candidato Mauro Favilla. Ieri all'albo pretorio era affisso il rendiconto: 13 giorni dopo la richiesta della polizia giudiziaria. Per i carabinieri della polizia giudiziaria in servizio in procura sarebbe stata violata la normativa sulla trasparenza degli atti amministrativi. Da ieri mattina quindi l'autorità giudiziaria ha potuto prendere visione del rendiconto delle spese elettorali delle amministrative 2007 del candidato sindaco Mauro Favilla emesso dal revisore contabile, il commercialista Natale Mazzoni. L'attuale primo cittadino per essere eletto ha speso quasi 200mila euro. Per l'esattezza 192.261,52 euro. Così suddivise: 15.237,16 euro per spese postali e di spedizione; 1.077 euro per la Siae; 1.142 euro per utenze varie (Gesam, telecom, ecc.); 312,37 euro per oneri bancari e bolli. In ultimo la voce più onerosa: 174.491,77 euro. Un capitolo onnicomprensivo: dalle spese di stampa e distribuzione alla presentazione del candidato a mezzo stampa e radio televisione, dai sondaggi elettorali ai volontini per la pubblicizzazione del candidato sindaco sino agli annunci di propaganda per dibattiti e conferenze. L'impressione è che la procura non si accontenti del resoconto delle spese elettorali dell'attuale primo cittadino, ma che voglia allargare l'orizzonte anche a tutti gli altri candidati in corso per la poltrona politica più ambita della città. L'accertamento della procura s'interseca nell'ambito dell'inchiesta sul finanziamento pubblico ai partiti aperta dopo che è stato appurato il contributo di 7.500 euro alla campagna elettorale dell'attuale sindaco Mauro Favilla da parte dell'ex presidente della Lucchese Calcio, Fouzi Hadj, indagato per bancarotta fraudolenta dopo il crac milionario del novembre 2008. Ad oggi la polizia giudiziaria ha appurato che lo cheque venne contabilizzato sia sul libro giornale della Lucchese alla voce «Mazzoni» (il cognome del mandatario del comitato elettorale pro-Favilla) e sul conto acceso alla filiale di San Concordio della CdR di Lucca tenuto dal fiduciario del sindaco, il commercialista Natale Mazzoni. E la pg avrebbe appurato anche che, come invece impone la legge sul finanziamento pubblico ai partiti, la Lucchese Calcio non convocò nel periodo gennaio-giugno 2007 l'assemblea dei soci per elargire quel piccolo contributo. E le altre aziende che hanno finanziato la campagna pro Favilla come si sono comportate? Dai primi accertamenti della pg dei carabinieri sembra che diverse aziende abbiano iscritto in bilancio le erogazioni sotto le voci generali «spese varie», «liberalità» agendo attraverso la convocazione di assemblee dei soci al momento della stesura del bilancio d'esercizio.
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