Il Tirreno

Lucca

Accorpamenti, no dei dirigenti

Respinta la proposta di passare da 10 circoli a 7 istituti comprensivi

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 LUCCA. I direttori dei circoli didattici alla costituzione di sette istituti comprensivi in sostituzione delle dieci istituzioni scolastiche esistenti sul territorio comunale, proposta dall'assessore alla pubblica istruzione Donatella Buonriposi.  La decisione, sottoscritta dai dirigenti Giovanni Testa, Silvana Miraglia, Elisabetta Giannelli, Leonardo Rotella, Luisa Arcicasa e Anna Rugani, segue l'incontro con l'assessore nel corso del quale era stata illustrata la proposta con le novità.  «Gli istituti comprensivi, nati con la legge numero 97 del 1994 per la difesa delle scuole di montagna, sono stati generalizzati - affermano i direttori - con il decreto numero 233 del 1998 che prevede che qualora le singole scuole non raggiungano gli indici di riferimento (500 alunni, 300 nelle comunità montane e nelle piccole isole) sono unificate orizzontalmente con le scuole dello stesso grado comprese nel medesimo ambito territoriale o verticalmente in istituti comprensivi, a seconda delle esigenze educative del territorio e nel rispetto della progettualità territoriale.  «Nonostante la generalizzazione, attualmente in Italia sono presenti 2.271 circoli didattici (di cui 87 in Toscana) in quanto istituzioni lontane dalla soglia minima di 500 alunni e tutte vicine alla soglia massima (900 alunni). I dieci istituti lucchesi toccano tutti la soglia massima».  Per questo i dirigenti ritengono che l'istituzione di comprensivi sul territorio del Comune verrebbe a determinare istituti con un elevato numero di alunni, sino a raggiungere i 1200-1.400 utenti e con un elevato numero di personale docente ed Ata da gestire (circa 200-250 unità).  «Siamo pienamente convinti - aggiungono i dirigenti scolastici - che per raggiungere elevati livelli di qualità giocano un ruolo fondamentale sia un equilibrato numero di alunni che un gestibile numero di personale docente ed Ata, soprattutto in un contesto scolastico ed in un momento storico segnati da scarse risorse finanziarie e strutturali.  «Gli attuali sette circoli didattici ed i tre istituti di scuola secondaria di primo grado hanno, sino ad oggi, garantito azioni innovative in ambito didattico, progetti educativi formativi di alto valore, percorsi di continuità mirati e condivisi, elevati e riconosciuti livelli di qualità, modelli organizzativi funzionali a migliorare l'efficacia del sistema scolastico e le migliori opportunità di apprendimento, riconoscendo e rispettando la specificità e la diversità di ciascun ordine di scuola».  Secondo i direttori inoltre in un momento di crisi come questo non è opportuno eliminare tre segreterie, con relativo taglio di dirigenti, assistenti amministrativi (da 10 a 15 unità) e collaboratori scolastici (almeno 10 unità).  «Siamo fiduciosi - concludono i direttori - di poter continuare a garantire le offerte formative in vigore nelle attuali dieci istituzioni scolastiche del Comune e a favorire, in concerto con le istituzioni locali, la crescita sociale e civile del nostro territorio».  Con queste motivazioni la proposta dell'assessore è stata respinta.

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