Attenzione
Case squillo in città e a S. Anna
Domenico Tani
Blitz della polizia dopo gli esposti dei condomini
2 MINUTI DI LETTURA
Individuato dalla polizia, dopo le segnalazioni di alcuni cittadini, un giro squillo in due case del centro storico e di S. Anna. Due torinesi di 31 e 52 anni e due dominicane sono stati denunciati dalla polizia dopo la scoperta delle attività di un gruppo di cittadini italiani e domenicani nel mondo della prostituzione.
L'operazione è stata condotta a termine dalla seconda sezione della squadra mobile della polizia diretta dal dottor Virgilio Russo. L'accusa della polizia è di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, falso in atto pubblico e sfruttamento della prostituzione anche a Pisa e Livorno, dove risiedevano due presunte maitresses dominicane di 32 anni, denunciate insieme a due falsi mariti torinesi di 31 e 52 anni. L'indagine ha preso il via da esposti di condomini di due appartamenti, uno situato nel centro storico e l'altro a S. Anna. In entrambi gli esposti i cittadini segnalavano la presenza di avvenenti sudamericane che si avvicendavano a cadenza mensile nell'occupare i due appartamenti insieme ad altre loro concittadine, facendo il possibile per evitare di farsi notare dai condomini.
Le belle sudamericane e il via vai di uomini, specialmente nelle ore pomeridiane non potevano però sfuggire ai coinquilini, anche a causa - sostegnono negli esposti - «di continui cigoli dei letti e gemiti di piacere». Per la polizia non c'è dubbio che si trattava di case di appuntamento, anche se gli inquirenti non sono arrivati ancora ad appurare se le belle sudamericane sono sfruttate da qualcuno che le costringe a versare parte dei ricavati. Dopo gli esposti gli investigatori hanno effettuato una serie di controlli sulle due case, individuando i frequentatori che successivamente sono stati convocati in questura. Di fronte alle contestazioni della polizia, hanno ammesso di essere entrati in contatto con le ragazze attraverso annunci. I prezzi per le prestazioni oscillavano dai 50 ai 100 euro.
L'attività investigativa ha permesso di risalire ad una 26enne originaria della Repubblica dominicana, madre di un bimbo in tenera età lasciato ai nonni in patria affinchè lo accudissero. La giovane sarebbe stata contattata da una conoscente che le ha offerto di stipulare un matrimonio di conveninza con un italiano, per ottenere il permesso di soggiorno e poter lavorare nel nostro Paese. Spinta dalla necessità, la donna ha accettato ed è arrivata a Torino dal marito che però non l'ha accettata in casa. Per restituire i 12mila euro che doveva all'intermediaria la donna ha cominciato a prostituirsi a Torino, poi è arrivata a Lucca. Dopo il blitz la polizia l'ha convinta a denunciare i suoi sfruttatori, assicurandole protezione in un centro di accoglienza.
L'operazione è stata condotta a termine dalla seconda sezione della squadra mobile della polizia diretta dal dottor Virgilio Russo. L'accusa della polizia è di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, falso in atto pubblico e sfruttamento della prostituzione anche a Pisa e Livorno, dove risiedevano due presunte maitresses dominicane di 32 anni, denunciate insieme a due falsi mariti torinesi di 31 e 52 anni. L'indagine ha preso il via da esposti di condomini di due appartamenti, uno situato nel centro storico e l'altro a S. Anna. In entrambi gli esposti i cittadini segnalavano la presenza di avvenenti sudamericane che si avvicendavano a cadenza mensile nell'occupare i due appartamenti insieme ad altre loro concittadine, facendo il possibile per evitare di farsi notare dai condomini.
Le belle sudamericane e il via vai di uomini, specialmente nelle ore pomeridiane non potevano però sfuggire ai coinquilini, anche a causa - sostegnono negli esposti - «di continui cigoli dei letti e gemiti di piacere». Per la polizia non c'è dubbio che si trattava di case di appuntamento, anche se gli inquirenti non sono arrivati ancora ad appurare se le belle sudamericane sono sfruttate da qualcuno che le costringe a versare parte dei ricavati. Dopo gli esposti gli investigatori hanno effettuato una serie di controlli sulle due case, individuando i frequentatori che successivamente sono stati convocati in questura. Di fronte alle contestazioni della polizia, hanno ammesso di essere entrati in contatto con le ragazze attraverso annunci. I prezzi per le prestazioni oscillavano dai 50 ai 100 euro.
L'attività investigativa ha permesso di risalire ad una 26enne originaria della Repubblica dominicana, madre di un bimbo in tenera età lasciato ai nonni in patria affinchè lo accudissero. La giovane sarebbe stata contattata da una conoscente che le ha offerto di stipulare un matrimonio di conveninza con un italiano, per ottenere il permesso di soggiorno e poter lavorare nel nostro Paese. Spinta dalla necessità, la donna ha accettato ed è arrivata a Torino dal marito che però non l'ha accettata in casa. Per restituire i 12mila euro che doveva all'intermediaria la donna ha cominciato a prostituirsi a Torino, poi è arrivata a Lucca. Dopo il blitz la polizia l'ha convinta a denunciare i suoi sfruttatori, assicurandole protezione in un centro di accoglienza.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
