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Lucca

Tambellini chiede scelte definitive nell’interesse della città paralizzata

«O maggioranza vera o elezioni»

«O maggioranza vera o elezioni»

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 LUCCA. O la maggioranza si ricompatta (sul serio) in 24 ore o si deve andare alle elezioni anticipate. Per Alessandro Tambellini, capogruppo del Pd, non ci sono alternative. Non dopo che il sindaco, in corsa, ieri mattina ha chiesto di annullare il consiglio comunale, non essendo ancora sicuro di avere i numeri per far approvare le pratiche, a cominciare dalla variante urbanistica per lo stadio.  «La richiesta del sindaco - scrive Tambellini - significa che siamo alla svolta: o la maggioranza è compatta o meglio farla finita. La giunta in questi mesi ha agito in proprio, a nostro parere oltre i limiti del consentito, nel suo potere decisionale. Ci sono tuttavia dei provvedimenti che devono essere votati obbligatoriamente dall'assemblea. E su quelle pratiche, come la variante al regolamento urbanistico, che riapre al piano attuativo di Sant'Anna e ad altri di ampio impatto, il sindaco ha bisogno di una maggioranza blindata. Semplicemente perché si tratta di decisioni ambigue, che lasciano spazio a dubbi di ogni genere, fatte per avallare i disastri compiuti in questi ultimi dieci anni, di governo del centrodestra, che nessun senso di responsabilità potrebbe indurre altri, all'infuori della maggioranza che li ha prodotti, a votare». E in una partita «che ha come corrispettivo gli interessi veri della città e quel che resta della sua integrità - aggiunge Tambellini - vedremo se qualcuno troverà spazio per bluffare».  Anche Antonio Sichi, capogruppo di Rifondazione comunista, resta interdetto di fronte alla decisione di Mauro Favilla di convocare all'improvviso i capigruppo per perorare la causa dello spostamento del consiglio comunale. «Il fatto singolare - osserva Sichi - è che l'opposizione aveva chiesto pochi giorni fa il rinvio della seduta di ieri sera con una motivazione che era più che valida: volevamo che prima di discutere una pratica complessa come quella dello stadio (ma non è l'unica) la maggioranza risolvesse le questioni politiche. Così non è stato e quindi il sindaco è stato costretto a domandare il rinvio dell'assemblea a giovedì».  Tuttavia non è certo che le opposizioni partecipino al consiglio comunale di giovedì: «Prima di presentarci in aula - conclude Sichi - abbiamo chiesto a Favilla di venire a informare la conferenza dei capigruppo se la frattura interna al centrodestra si sia ricomposto oppure no».

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