Il Tirreno

Lucca

Aldo Casali, presidente del Giglio, replica alle critiche di alcuni spettatori

Biglietti aumentati, ma non sono i più cari

Uno spettacolo al Giglio
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Uno spettacolo al Giglio

«Ci sono teatri che hanno prezzi più alti come altri che li hanno più bassi»

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 LUCCA. I biglietti del Giglio non sono i più costosi d'Italia. Nemmeno i più economici, ma ci sono situazioni peggiori. Aldo Casali, presidente del teatro, respinge le accuse sul caro biglietto mosse da alcuni spettatori. In compenso nulla dice su come il Giglio riuscirà a ricollocare gli abbonati una volta che saranno partiti (a inizio 2011) i lavori di ristrutturazione del teatro.  Infatti, il Giglio ha circa 700 posti che includono anche i palchetti, mentre l'unica alternativa proposta anche dal Comune - l'auditorium di San Romano - ne ha circa 500, 200 in meno. E ricollocare gli abbonamenti non sarà facile: basta pensare che le prime file del teatro hanno 16 posti e quelle del San Romano solo una decina. In più resta l'incognita di come organizzare palcoscenico e camerini.  Su questa situazione si innesta anche la polemica per l'aumento dei biglietti, sollecitata dal presidente in persona per garantire maggiori incassi al teatro, evitare un altro bilancio in rosso (che dovrebbe portare allo scioglimento del consiglio di amministrazione del Giglio, visti i passivi accumulati consecutivamente) e assicurarsi anche una maggiore liquidità di cassa. «Riguardo all'affermazione che "a confronto con altri teatri la stagione lirica del Teatro del Giglio presenta i prezzi di gran lunga più alti" - scrive Casali - si deve osservare che la situazione dei prezzi nei teatri italiani presenta marcate differenziazioni da teatro a teatro, derivanti dallo storico di ciascun teatro. Quindi rispetto ai prezzi del Teatro del Giglio esistono situazioni sia superiori che inferiori». Sono diversi gli esempi proposti da Casali: al Regio di Parma «la poltrona di platea per la prima rappresentazione di un'opera costa 150 euro, che diventano 85 nella seconda rappresentazione e 80 nelle successive; al Carlo Felice di Genova la poltrona di platea, nella prima rappresentazione, costa 100 euro, nelle altre 70; al Bellini di Catania la poltrona di platea costa 84 euro, 65 al Donizetti di Bergamo, 60 al Pavarotti di Modena e a Treviso, 50 al Ponchielli di Cremona, 45 all'Alighieri di Ravenna. Questi sono prezzi confrontabili perché tutti riferiti alla stessa tipologia di posto: poltrona di platea in un teatro all'italiana». È evidente - sottolinea Casali - che ogni teatro «riduce il costo dei biglietti per i posti meno qualificati (palchi laterali, gallerie numerate, balconate etc.) secondo le usanze di ciascuno. Esistono poi anche, a volte, varietà di prezzi rispetto alle opere rappresentate: il Giglio, per l'OperaStudio Le convenienze ed inconvenienze teatrali, porta il biglietto della platea a 40 euro anziché 60».

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