Il Tirreno

Lucca

Il Pdl detta le condizioni per l'accordo

Ilaria Bonuccelli
Il Pdl detta le condizioni per l'accordo

Giunta a 14 con due posti a Forza Lucca se ritira tutte le mozioni di censura

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 LUCCA. La proposta di accordo è identica a quella di 15 giorni fa: 2 assessori a Forza Lucca, senza togliere posti al Pdl; il presidente del consiglio comunale al Pdl (anche se non sarà Marco Agnitti, non più disponibile); il ritiro, da parte di tutte le forze di maggioranza, di ogni mozione che mini la credibilità e la stabilità dell'amministrazione comunale. Due settimane fa in ballo c'era il ritiro della mozione di Forza Lucca contro Agnitti, oggi c'è il ritiro dell'ordine del giorno sempre di FL sulle mense, contro l'assessore all'istruzione Donatella Buonriposi (Pdl), che dovrebbe essere discusso stasera in consiglio comunale.  Nulla di nuovo, dunque, sul fronte del centrodestra. Restano intatte anche le riserve del gruppo di Maurizio Dinelli ad accettare un accordo che non garantisce al gruppo «pari dignità» con gli ex amici del Pdl. E quindi è difficile parlare di crisi superata. Anche se, in realtà, un elemento di novità si è verificato durante l'incontro fiume che ieri ha impegnato per tutto il giorno il Pdl: il sindaco non si è presentato. Ha inviato le sue condizioni tramite un messaggero, Glauco Moscardini, militante di lungocorso nella sinistra Dc che Favilla, in questo mandato, ha voluto come presidente di Clap.  Già un paio di giorni fa, negli incontri con i partiti che si sono tenuti a palazzo Orsetti, Moscardini era presente come consigliere del sindaco, ma nessuno, neppure nel Pdl si aspettava che Favilla lo delegasse come rappresentante nella più delicata trattativa di questa legislatura. Comunque, il Pdl incassa e fa proprie le condizioni di Favilla per arrivare alla fine del mandato: condivisione, senza se e senza ma, della proposta «programmatica di fine mandato discussa con Favilla e tutte le forze politiche di maggioranza»; allargamento della giunta a 14 assessori con l'ingresso di due esponenti di Forza Lucca «che deve avvenire contestualmente alla riconferma del presidente del consiglio comunale indicato dal Pdl»; riduzione dell'emolumento degli assessori per garantire l'ingresso in giunta dei due nuovi amministratori senza aumenti di costi per la collettività.  In questa ottica, il Pdl ribadisce che tutte le forze di maggioranza devono «ribadire anche formalmente la fiducia al sindaco ritirando ogni mozione su temi legati alla sua azione amministrativa». L'Udc non ha problemi a impegnarsi in questo senso, rinunciando a qualsiasi rivendicazione, compresa quella di esprimere il vicesindaco o, in alternativa, il presidente del consiglio comunale. «Come sempre per senso di responsabilità - esordisce il deputato Nedo Poli - l'Udc conferma l'appoggio al programma e al sindaco Favilla, senza entrare nel merito delle divisioni che ormai lacerano il partito di maggioranza relativa». In sostanza, in una situazione ancora infuocata, l'Udc preferisce stare alla finestra. Domandandosi (come molti altri in maggioranza) perché l'accordo che oggi Favilla propone come punto di non ritorno non sia stato sottoscritto in primavera. Con un paio di assessorati a maggio, insomma, per molti si sarebbero risparmiati mesi di aggressioni interne al centrodestra. Aggressioni che hanno lasciato il segno, anche nei rapporti personali fra ex consiglieri dello stesso partito. Comunque, nel documento ufficiale, il Pdl ribadisce di aver dato la propria disponibilità a questo accordo «nell'interesse della città e della prosecuzione della sua amministrazione comunale, per realizzare e portare a compimento i progetti che stanno a cuore ai cittadini». Tuttavia, il Pdl non risparmia frecciate a FL definendo «prive di senso e fondamento le motivazioni che hanno spinto altri a determinare questa situazione di fibrillazione». Parole che avallano il pessimismo di chi, anche nel Pdl, dubita che l'amministrazione riesca a chiudere il mandato nel 2012.

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