Sicurezza
Agnitti non si ripresenterà per la presidenza del consiglio
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Marco Agnitti2 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Il presidente del consiglio comunale sarà espresso dal Pdl, ma non sarà Marco Agnitti. E non perché non lo voterebbe Forza Lucca. Anzi. I dinelliani hanno ribadito che non esistono pregiudiziali o veti su alcun candidato del centrodestra. È Agnitti che non ha intenzione di presentarsi per questo incarico. «Dopo quanto successo - esordisce il consigliere del Pdl - non sono più né interessato né disponibile a ricoprire questo incarico. Ho sempre fatto politica con spirito di servizio e con lo stesso spirito ho guidato il consiglio comunale. La mia sfiducia è stata la pagina più triste dal punto di vista istituzionale degli ultimi anni. E oltretutto la mozione che è passata è anche priva di qualsiasi fondamento giuridico».
Sulla decisione di rinunciare a qualunque rivendicazione, Agnitti si definisce «irremovibile. Accettare una candidatura all'incarico per il quale sono stato sfiduciato due settimane fa non sarebbe serio. Io sono convinto che non si debba fare o accettare tutto per un posto e quindi rinuncio. Ma non smetto certo di fare politica». Anche perché il Pdl potrebbe proporlo per un altro incarico di prestigio. «Ma anche senza incarichi nuovi - assicura Agnitti - continuerò a impegnarmi in politica, con lo spirito che mi ha sempre animato». Nei prossimi giorni, poi il consigliere valuterà se presentare ricorso contro l'atto con il quale è stato sfiduciato, non per riprendersi la poltrona «ma per una questione d'onore».
Sulla decisione di rinunciare a qualunque rivendicazione, Agnitti si definisce «irremovibile. Accettare una candidatura all'incarico per il quale sono stato sfiduciato due settimane fa non sarebbe serio. Io sono convinto che non si debba fare o accettare tutto per un posto e quindi rinuncio. Ma non smetto certo di fare politica». Anche perché il Pdl potrebbe proporlo per un altro incarico di prestigio. «Ma anche senza incarichi nuovi - assicura Agnitti - continuerò a impegnarmi in politica, con lo spirito che mi ha sempre animato». Nei prossimi giorni, poi il consigliere valuterà se presentare ricorso contro l'atto con il quale è stato sfiduciato, non per riprendersi la poltrona «ma per una questione d'onore».
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