Il Tirreno

Lucca

Stadio, serve un piano attuativo

Il masterplan dello stadio Porta Elisa
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Il masterplan dello stadio Porta Elisa

Governare Lucca non voterà la pratica della giunta

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 LUCCA. Il direttivo di Governare Lucca conferma la sua disponibilità a dare sostegno al progetto, ma alle condizioni già espresse, in particolare per quanto riguarda la gestione. Il gruppo mette in rilievo, tuttavia, che la delibera all'ordine del giorno in consiglio lunedì «di cui sindaco e giunta, consapevoli forse delle molte illiceità che essa contiene, non si sono assunti neppure la piena paternità (con una votazione in giunta)», non può essere sostenuta da Governare Lucca.  «Un atteggiamento in parte diverso - dice il gruppo - sarebbe tenuto da noi se il progetto della ristrutturazione dello stadio venisse quantomeno sottoposto, per la sua evidente "complessità e rilevanza", come richiesto dalla legge, ad un piano attuativo: a tal proposito presenteremo un preciso emendamento».  Governare Lucca si dice consapevole «delle aspettative e delle impazienze del mondo sportivo, in particolare di quelle di un presidente della Lucchese del tutto responsabile, come Giuliani, che ha chiesto, talvolta in modo brusco, alla politica, per quanto riguarda la decisione sullo stadio, di fare presto».  Ma il gruppo constata che i ritardi di una decisione «che poteva essere adottata molto prima e con rispetto pieno delle regole giuridiche (e che con la nostra proposta verrebbe sottratta ad ogni polemica o a polemiche dure), sono frutto dell'inerzia del sindaco e dell'amministrazione. «Cominciamo a pensare - conclude Governare Lucca - che il comportamento del sindaco in questo campo, perfino la confusione politica determinata dalla sua ignavia nel risolvere i problemi del gruppo di maggioranza, faccia parte della naturale tendenza di un uomo che disprezza la politica, ma che vuol durare come sindaco (illusorio che lasci spontaneamente), diretta ad utilizzare confusione politica ed esasperazione degli sportivi, per far passare un precedente che gli può permettere - oggi sullo stadio, domani sui progetti maggiori dell'amministrazione (dal Mercato del Carmine, al parco di S. Anna) - di svuotare il consiglio comunale delle competenze in materia urbanistica assegnategli dalla legge e dallo statuto e riservarle a se stesso, con decisioni prese fuori dal Comune e concordate soltanto con privati».

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