La manifestazione
«No alla giunta con 14 assessori»
Marco Innocenti
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Maurizio Dinelli in consiglio dietro il sindaco Favilla Dinelli gela chi riteneva fatto l'accordo nel centrodestra in Comune
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LUCCA. «Se davvero ci venissero proposti in giunta due posti aggiuntivi, rifiuteremmo. Ogni assessore costa alla comunità tra gli 80 e i 100mila euro all'anno. Non siamo disposti ad avallare altri sprechi. E in ogni caso non accettiamo il concetto della merce di scambio: votate Agnitti per la presidenza del consiglio e avrete due assessorati». «Qui si continua a non capire che per noi non è un problema di poltrone, ma di programmi, efficacia nell'azione di governo, trasparenza e pari dignità». Maurizio Dinelli, capogruppo di Forza Lucca, gela quanti pensavano che il ricompattamento nel centrodestra fosse cosa fatta e che già se ne cominciassero a vedere i frutti nel consiglio comunale di domani sera. «È da luglio che ci sentiamo proporre due posti in giunta e continuiamo a ripetere che non è questo il punto. Ribadiamo che ci riteniamo forza di maggioranza e siamo pronti a sostenere il sindaco Favilla, ovviamente se le pratiche ci vengono fatte conoscere per tempo. La giunta può e deve andare avanti anche se noi non siamo nell'esecutivo». Cosa volete allora per far parte a tutti gli effetti della squadra di Favilla? «Concordare il programma di fine mandato concentrandolo sulle realizzazioni che davvero si possono concretizzare, ridistribuire posti e ruoli dando a tutti i partiti pari dignità e peso in base al numero dei consiglieri che hanno i singoli gruppi. Lasciando la giunta a 12. Il sindaco e il Pdl chiariscano i problemi al loro interno, poi siamo pronti a confrontarci su questi temi». E se l'accordo non si facesse? «La giunta può andare avanti contando sul nostro appoggio esterno. È ovvio però che non siamo disposti a votare le pratiche a scatola chiusa; in ogni caso devono passare in consiglio. Vogliamo che la gestione della cosa pubblica sia aperta e trasparente, come è scritto negli impegni programmatici di Favilla. Faccio un esempio: per noi non vuol dire niente il fatto che la giunta abbia approvato l'iter che dovrebbe portare alla ristrutturazione del mercato del Carmine. Quel progetto, giusto e necessario, non può a nostro giudizio fare a meno di essere integrato da un parcheggio sotterraneo da non meno di 200 posti nelle vicinanze del mercato. È solo così che si rilancia quell'area, altrimenti resta un'operazione utile per qualche costruttore». Davvero sareste pronti a votare come presidente del consiglio comunale Marco Agnitti? Lo avete appena sfiduciato: cosa è cambiato nel vostro giudizio, se non legate quel voto all'ottenimento di posti in giunta? «Non ci interessano i baratti sulle poltrone, li lasciamo ad altri. Noi non abbiamo detto che siamo pronti a votare Agnitti, ma che siamo disponibili a valutare una persona indicata dal Pdl, senza preclusioni a priori. E certamente non in cambio di posti».
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