Il Tirreno

Lucca

Gli impiegati dello sportello riconoscono la foto del malvivente morto in un conflitto a fuoco durante il colpo a Borgo a Mozzano

Il bandito ucciso rapinò le poste a S. Concordio

Mario Tomaselli, il rapinatore ucciso a Borgo a Mozzano
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Mario Tomaselli, il rapinatore ucciso a Borgo a Mozzano

La procura chiederà l'archiviazione per la guardia giurata che ha sparato per difendersi

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 LUCCA. Per la polizia Mario Tomaselli, 38 anni, nato a Catania e residente a Roma, il bandito ucciso durante un conflitto a fuoco da una guardia giurata nel corso della rapina di martedì scorso all'ufficio postale di Borgo a Mozzano, avrebbe messo a segno il colpo allo sportello di San Concordio avvenuto il 25 settembre scorso.  La sua foto è stata riconosciuta senza ombra dubbio dagli impiegati dell'ufficio postale che due settimane fa vennero legati e immobilizzati mentre la gang attendeva l'apertura della cassaforte per impossessarsi del bottino: 14.500 euro. L'annuncio è stato dato dal capo della squadra mobile Virgilio Russo nel corso di una conferenza stampa. Anche la polizia sta indagando su altre tre rapine avvenute in Lucchesia nel corso del 2010 e tutte messe a segno con la stessa tecnica. Anche nel caso dell'ufficio postale di San Concordio i malviventi avevano atteso alle 8,30 l'arrivo del direttore e di un impiegato dello sportello di via Nottolini. E anche in quella circostanza i componenti la gang - due operativi e uno all'esterno con il motore dell'auto acceso - indossavano cappellini da baseball. Per le vittime della rapina, Tomaselli era uno dei due banditi. Non è stato invece riconosciuto l'altro malvivente arrestato dai carabinieri martedì scorso: Marco Marotta, 33 anni, romano del quartiere Tuscolano. La Mobile sta indagando anche sulle altre due rapine avvenute il 22 giugno alle poste di Lunata e il 17 luglio a quelle di Pontetetto. Anche in quei casi c'era la presenza di una pistola, forse giocattolo. Nella rapina alle Poste di Lunata, il direttore ebbe la sensazione di essere stato minacciato con un revolver alla schiena. Inoltre i malviventi comunicavano con delle ricetrasmittenti e la Opel scura lasciata a Pontetetto era stata rubata a Roma.  Verso l'archiviazione Non ci sarà alcun processo nei confronti di Roberto Ottimi, 38 anni, la guardia giurata di Viareggio in forza all'istituto di polizia privata «Securitas Vesuvio», accusato di omicidio volontario con l'esimente della legittima difesa per aver ucciso uno dei banditi che martedì scorso assaltò l'ufficio postale di Borgo a Mozzano. Il sostituto procuratore Antonio Mariotti dovrebbe archiviare il caso senza ricorrere alla perizia balistica. Il vigilante avrebbe agito con la scriminante della mancanza dell'elemento soggettivo. Avrebbe risposto al fuoco sparando con la sua pistola verso Mario Tomaselli, 38 anni, il malvivente ucciso. Non poteva sapere che il rapinatore usava un'arma giocattolo. La sua è stata una legittima difesa putativa. Un episodio analogo a quello del 18 gennaio 1977 quando il gioielliere Bruno Tabocchini sparò, uccidendolo, al calciatore della Lazio, Luciano Re Cecconi che era entrato nel locale con il bavero alzato e una mano in una tasca mimando la minaccia di una pistola. Tabocchini era voltato di spalle al momento dell'ingresso di Re Cecconi e di altri due amici, non era appassionato di calcio, aveva subito già due rapine e in quel periodo (gli anni di piombo) i colpi nella capitale a oreficerie e banche si susseguivano.

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