Il Tirreno

Lucca

Prove di disgelo nel centrodestra

Ilaria Bonuccelli
Il sindaco Mauro Favilla con Berlusconi in campagna elettorale
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Il sindaco Mauro Favilla con Berlusconi in campagna elettorale

Si tratta l'accordo: 2 assessori a Forza Lucca, Agnitti a capo dell'assemblea

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 LUCCA. Prove di disgelo fra Pdl e Forza Lucca, con l'incognita dell'Udc. L'accordo di cui il sindaco dovrebbe essere garante prevede che FL voti Marco Agnitti come presidente del consiglio comunale (dopo averlo sfiduciato) e che ottenga due assessori, ma non il vicesindaco, sul quale avrebbe puntato l'attenzione l'Udc. Lo scambio dovrebbe avvenire in modo contestuale: si vota Agnitti e si prendono gli assessori nello stesso giorno.  Prima di dire che la pace è fatta, il Pdl vuole che l'accordo sia messo nero su bianco, in modo da avere la certezza che, questa volta, venga rispettato. E, comunque, la candidatura di Agnitti non verrà presentata lunedì sera, quando per l'elezione occorre una maggioranza qualificata di 28 voti: sarà formalizzata per il consiglio di giovedì pomeriggio, quando di voti ne basteranno 21. Una precauzione in più contro i franchi tiratori, visto che anche il consenso dell'Udc non sembra scontato: non a caso, il partito nella votazione precedente sulla sfiducia si era solo astenuto, senza votare contro.  Comunque, il consiglio comunale di lunedì sera si può considerare un primo banco di prova per la tenuta della maggioranza di centrodestra: liquidata in fretta la questione del presidente, infatti verranno affrontate due questioni spinose. La prima è la mozione di sfiducia nei confronti dell'assessore all'istruzione, Donatella Buonriposi: ammesso (e non concesso) che il Pd la ripresenti, una buona parte dei consiglieri di Forza Lucca la voterebbe. E comunque, il gruppo di Maurizio Dinelli presenterà un ordine del giorno sulle mense, visto che la situazione intorno al servizio e alle tariffe non si è affatto tranquillizzata. La seconda questione che andrà in votazione - assicura il Pdl - è la variante dello stadio Porta Elisa. Se, ancora senza un accordo formalizzato, Forza Lucca la votasse, confermerebbe (secondo il Pdl) la volontà di non affossare l'amministrazione. E si spianerebbe la strada alla ricompattazione.  A quel punto, insomma, Marco Modena (oggi presidente della commissione urbanistica) e Benedetto Stefano (presidente della commissione lavori pubblici) potrebbero prepararsi a entrare in giunta per Forza Lucca. E Leonardo Di Sacco, uomo vicino a Maurizio Dinelli, entrerebbe in Lucca holding, la spa che controlla le partecipazioni del Comune, al posto di Marco Porciani. Il quale lascerebbe la società probabilmente per entrare in consiglio comunale come primo dei non eletti del Pdl. E fedelissimo di Favilla. Questa soluzione, dunque, dovrebbe fare tutti contenti. Il sindaco in particolare che ha posto come condizione di nominare i due nuovi assessori attingendo al gruppo consiliare di Forza Lucca di cui, con questa mossa, ridimensionerebbe la forza. I primi due non eletti di centrodestra, infatti, appartengono entrambi al Pdl ufficiale.  Ma è ancora presto per il partito di maggioranza relativa per cantare vittoria. Intanto le frizioni con Forza Lucca non sono ancora del tutto superate, per quanto il movimento sostenga che non esistono (più) preclusioni nei confronti di alcun candidato del Pdl alla presidenza del consiglio comunale. Agnitti compreso. D'altro canto, il Pdl pone la rielezione di Agnitti come condizione essenziale per ricompattare la maggioranza. «Ma quello che ancora non è chiaro - osserva Dinelli - è che il Pdl non ci sta facendo una concessione. Si sta confrontando con una forza politica che reclama pari dignità e che ha tutti i diritti di essere rappresentata in maggioranza, in virtù della propria rappresentanza consiliare». E proprio sulla pari dignità che deve essere riconosciuta a tutti insiste anche Nedo Poli, parlamentare dell'Udc: «Se la discussione sulla ricompattazione della maggioranza parte dall'imposizione di Agnitti come presidente del consiglio comunale, andiamo poco lontano. Il ragionamento, a mio avviso, deve basarsi su un altro principio: l'equilibrio all'interno dell'amministrazione di tutte le forze di maggioranza». In altre parole, visto che il gruppo di centro può contare su 6 affiliati (4 Udc e due consiglieri vicini, Micheloni e Mura), il suo peso specifico deve aumentare. Magari esprimendo il vicesindaco, per evitare che questa carica e quella di presidente del consiglio comunale restino entrambe al Pdl. Poi, l'Udc vuole ripartire a ragionare dai programmi. Il sindaco ha presentato (con tanto di tempi di attuazione) il suo per l'ultima parte del mandato e sembra che soddisfi Forza Lucca. Bisogna vedere se sarà contento anche l'Udc.

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