Finanza
Poche pratiche e poi elezioni
◗
Il sindaco Mauro Favilla e il consiglio comunaleAnche il Pdl guarda al voto anticipato e spera nelle dimissioni di Favilla
4 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Centrare un paio di obiettivi e poi andare al voto anticipato. Si fa largo (di nuovo) nel Pdl l'ipotesi di portare avanti per poco l'amministrazione. Giusto il tempo necessario ad approvare qualche pratica importante, come la trasformazione dello stadio o del Carmine. Anche se non è tramontata del tutto l'ipotesi di trovare un accordo con Forza Lucca (gli sfrattati del Pdl), il partito di maggioranza relativa dubita che il sindaco riesca a ricucire lo strappo nel centrodestra. Per farlo, dovrebbe riuscire a far votare a Forza Lucca Marco Agnitti come presidente del consiglio comunale, dopo averlo sfiduciato in aula grazie ai voti dell'opposizione di centrosinistra. In sostanza, Mauro Favilla dovrebbe ricreare la situazione che esisteva il giorno prima della defenestrazione di Agnitti. E questa impresa appare ardua. Anche perché, in questa situazione di muro contro muro, Forza Lucca pretende che il sindaco «definisca» la questione della giunta prima di arrivare a ragionare dell'elezione del presidente del consiglio comunale che, pure, è all'ordine del giorno della seduta di lunedì. Secondo il gruppo di Maurizio Dinelli, infatti, è impensabile che il Pdl abbia sia il vicesindaco che il presidente del consiglio comunale: chi prende uno, insomma, non può avere l'altro. Quindi FL potrebbe anche votare un presidente del consiglio comunale del Pdl (ma non Agnitti) solo se avesse il vicesindaco. Del resto l'esigenza di avere qualcuno interno all'amministrazione diventa sempre più impellente per FL che ieri non è neppure riuscita ad avere una copia cartacea della relazione sulle mense letta in consiglio comunale dall'assessore all'istruzione, Donatella Buonriposi. Gli scogli, quindi, sono ancora due: gli assessori per Forza Lucca e la presidenza del consiglio comunale. A oggi, il candidato del Pdl risulta essere ancora Agnitti (che deciderà se accettare o meno l'investitura solo se sarà sicuro di essere rieletto), poco gradito a FL che dovrebbe fare una completa retromarcia per votarlo, anche se lo ha silurato «per questioni amministrative e non politiche». D'altro canto anche il Pdl non vuole sottoporre a un'altra umiliazione il proprio candidato ed è possibile, quindi, che alla prima votazione - che richiede una maggioranza qualificata di 28 voti - non presenti nessuno, in mancanza di un accordo blindato di maggioranza. La candidatura di Agnitti (o di un altro esponente del partito) potrebbe, quindi, essere formalizzata ai consigli comunali successivi, quando all'aspirante presidente basteranno 21 voti per risultare eletto. Di questo, il Pdl discuterà nella riunione di oggi alle 18, incentrata soprattutto sul consiglio comunale di lunedì. Quando si dovrebbe parlare di stadio. Anche se FL non sembra intenzionata ad arrivare al voto di questa pratica che sta molto a cuore agli (ex) alleati. Infatti, prima del Porta Elisa l'assemblea dovrà discutere la mozione di sfiducia nei confronti dell'assessore Buonriposi, alla quale Forza Lucca ha dichiarato guerra per come ha gestito la questione delle nuove tariffe scolastiche. Se la sfiducia (è un atto politico, senza valenza amministrativa) passasse, difficilmente arriverebbe un voto favorevole per lo stadio. E, quindi, riprenderebbe la navigazione a vista. Che non piace, in realtà, a nessuno dei membri del centrodestra. Per quando FL è pronta a portare in aula le proprie proposte e a farle passare anche con il voto del centrosinistra, come è successo per la mozione di sfiducia ad Agnitti. In questa situazione, comunque, qualche certezza il Pdl ce l'ha: ad esempio che difficilmente arriverà in tempi brevi in consiglio comunale la variante che dovrebbe allineare piano strutturale e regolamento urbanistico, spostando i volumi dalle zone dove si è costruito più del consentito alle zone nelle quali c'è ancora cubatura disponibile. Il presidente della commissione urbanistica, Marco Modena (FL), da parte sua ha già annunciato che non convocherà la riunione per una pratica incompleta: infatti, non sono mai state fornite le integrazioni chieste ad aprile. Così è assai probabile che il centrodestra arrivi al consiglio comunale sulla crisi - convocato su richiesta dell'opposizione - senza accordi. Il Pd non vuole presentare una mozione di sfiducia a Favilla, anche se Alessandro Tambellini, sostiene che «se il sindaco si accorgesse in aula di non avere più una maggioranza dovrebbe avere la dignità di dimettersi». Una posizione, questa, condivisa anche dal Pdl. Che, ufficialmente, però, ribadisce massimo appoggio a Favilla, non intenzionato a dimettere. «Ma il sindaco - osserva il capogruppo di Rc, Antonio Sichi - è malconsigliato o, intuendo di essere stato scaricato anche dal suo partito, cerca almeno di portare a casa i risultati che gli premono di più, per onorare le promesse fatte in campagna elettorale. Per centrare quegli obiettivi deve fare i conti con i numeri (che non ha). Io avevo proposto una sorta di governo di garanzia solo per offrire all'amministrazione la possibilità di una resa dignitosa, concordando i tempi delle dimissioni e le pratiche a approvare in tre mesi, in vista di andare al voto in primavera, con la fase di commissariamento ridotta al minimo».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
