Il Tirreno

Lucca

Il bandito ucciso da un proiettile al torace

Il cadavere del bandito uccisto
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Il cadavere del bandito uccisto

L'autopsia conferma quanto emerso subito dopo la tragica rapina

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 BORGO A MOZZANO È durato quasi quattro ore e mezzo l'esame autoptico sul cadavere di Mario Tomaselli, 38 anni, residente a Roma, il rapinatore ucciso in un conflitto a fuoco con 3 forse 4 colpi di pistola da una guardia giurata adesso indagata dalla procura per omicidio volontario con l'esimente della legittima difesa. E mentre Stefano Pierotti - l'anatomopatologo incaricato dalla procura - svolgeva il delicato compito necessario per capire il punto esatto dove hanno attinto le ogive e la traiettoria di tiro, fuori dall'obitorio la madre e la sorella del bandito ucciso urlavano la loro rabbia nei confronti del vigilante che ha agito per difendersi senza sospettare che il malvivente sparava con una pistola giocattolo. Dai primi riscontri sembra che Tomaselli sia stato colpito al torace, alla coscia destra e di striscio alla testa. Ma il proiettile che l'ha ucciso quasi all'istante è quello che ha leso un organo vitale finendo vicino al cuore. Il medico legale, tra l'altro, ha effettuato anche i prelievi sanguigni per gli esami tossicologici in modo da capire se il rapinatore abbia usato sostanze stupefacenti. All'autopsia era presente anche il dottor Gilberto Martinelli in veste di consulente della guardia giurata indagata dalla procura.  Ieri mattina intanto il giudice delle indagini preliminari Marcella Spada Ricci ha interrogato in carcere il rapinatore arrestato durante il tentato colpo all'ufficio postale di Borgo a Mozzano. Si è trattata di una formalità durata pochi minuti perchè Marco Marotta, 33 anni, romano, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Resta in carcere con l'accusa di tentata rapina aggravata.

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