La manifestazione
Facciamo il compostaggio a Casa del Lupo
Arianna Bottari
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Larea industriale ex A. Forte: lAssemblea degli autoconvocati la suggerisce per ospitare limpianto di compostaggio L'assemblea degli autoconvocati suggerisce l'area industriale ex A. Forte
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CAPANNORI. L'impianto di compostaggio può essere realizzato nell'area industriale ex A. Forte, a sud dell'autostrada A11. Lo dice uno studio promosso dall'"Assemblea degli autoconvocati" che presto sarà presentato ai cittadini in un nuovo incontro pubblico, che si dovrebbe tenere nelle prossime settimane. La relazione indica anche il tipo di impianto: anaerobico. La scelta è dettata anche dalla vicinanza del depuratore di Casa del Lupo, che potrebbe smaltire le acque di scarto dell'impianto. Irrinunciabile, necessario e urgente per la comunità capannorese. Così l'assemblea degli autoconvocati definisce il progetto dell'impianto di compostaggio. Ma che tipo di impianto a dove? Ebbene, dopo la riunione pubblica tenutasi al parco di Capannori il 27 agosto, i promotori dell'assemblea si sono riuniti e hanno dato vita ad un tavolo tecnico che ora si appresta a formulare una proposta supportata da uno studio. La premessa è semplice: data la contrarietà degli abitanti di Capannori al sito individuato in località "la Lista", è necessario trovare un'alternativa che sia attuabile e con procedure che richiedano poco tempo. L'utilizzo della ex A. Forte potrebbe essere una di queste. Il sito non è sufficiente ad ospitare un impianto da 50mila tonnellate qual è quello previsto dal piano dei rifiuti, c'è bisogno di un'altra fascia di terreno a sud dell'area industriale dismessa e questo vorrebbe dire togliere il vincolo archeologici da quei terreni che erano stati individuati per la costruzione dell'inceneritore, impianto fermato proprio da quei vincoli. Ma lo studio asserisce che, se c'è la volontà politica e la convergenza sul progetto da parte degli enti, non dovrebbe essere difficile liberare dai divieti solo una striscia di quei terreni, quella più vicina alla ex A. Forte. Per limitare ulteriormente le dimensioni dell'area necessaria, è indispensabile integrare il compostaggio con il vicino depuratore. Come? Prevedendo un impianto di tipo misto (che può essere gestito da 15 persone): anaerobico (in grado di produrre metano e quindi energia che può essere riutilizzata) e aerobico al tempo stesso (in grado di produrre compost di qualità facilmente vendibile sul mercato). La cosiddetta fase di "digestione anaerobica" permetterebbe di produrre biogas utilizzabile a scopo energetico. Il materiale rimasto dalla digestione viene usualmente utilizzato per il riempimento di discariche. Per ottenere un prodotto di qualità c'è bisogno di una seconda fase, detta di maturazione o post-compostaggio, grazie alla quale si ottiene ottimo compost. Integrando i due sistemi, si produce però una certa quantità di acque reflue da smaltire. Da qui la scelta di collocare l'impianto nelle vicinanze del depuratore di Casa del Lupo che, una volta potenziato (c'è un finanziamento di 37 milioni) sarebbe in grado di smaltire i reflui del compostaggio senza alcun problema e in vasche (digestori anaerobici) che non rilascerebbero alcun odore. Integrare i due impianti ammortizzerebbe i costi di realizzazione e mantenimento. Per tutti questi motivi e per il fatto che l'ex area industriale ora dismessa è lontana dai centri abitati e vicinissima al casello autostradale, il tavolo tecnico scaturito dall'assemblea degli autoconvocati definisce questo sito come il migliore tra quelli presi in esame. Ridotto anche il problema del rischio idraulico grazie ai lavori di messa in sicurezza effettuati durante la realizzazione del casello. Il progetto verrà presentato ai cittadini e agli enti interessati nelle prossime settimane.
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