Il dolore
Diventa un giallo il caso Toscopan
Gabriele Allidi
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La sede dell’azienda ad AltopascioSindacati contenti per l'intesa, ma Marchetti dice: «Niente di concluso»
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ALTOPASCIO. Giallo sul futuro della Toscopan, in attesa che il 14 ottobre il giudice delegato ai fallimenti Giacomo Lucente se ammettere l'azienda al concordato preventivo. Se sarà così verrà accolto il piano industriale e il futuro occupazionale potrebbe essere garantito. Al momento - però - ci sono due opposte prese di posizione. Da una parte i sindacati e la Provincia soddisfatti delle trattative e degli accordi trovati per tutelare i lavoratori, dall'altra il sindaco Maurizio Marchetti il quale sostiene che invece è saltato l'appuntamento davanti al notaio per la firma e la cessione della storica azienda alla Toscana Pane, che fa riferimento a due aziende lucchesi, il Molino Maionchi e il Molino Rossi. I lavoratori e i sindacati Organizzazioni sindacali e dipendenti soddisfatti per gli accordi che prevedono un piano di ristrutturazione aziendale con il reintegro nell'organico di Toscana Pane di almeno 71 dipendenti in 4 anni, partendo da 43 persone, numero minimo per garantire la produttività attuale. Gli altri 64 dipendenti Toscopan saranno messi in cassa integrazione straordinaria per 18 mesi. I criteri con cui si sono basati per scegliere i 43 dipendenti sono quelli di tipo tecnico-strutturale, della situazione familiare e infine quello dell'anzianità di lavoro. Questi però sono solo i numeri minimi di reintegro nella nuova azienda, dato che se ci sarà un consistente aumento della produzione Toscana Pane potrebbe arrivare a reintegrare tutti i vecchi dipendenti Toscopan prima della fine del piano quadriennale. «Siamo certi - dice il sindacalista Lino Giovannelli della Gflai Cgil - che l'azienda sia in grado di risollevarsi grazie a questa nuova operazione e che i livelli produttivi possano tornare ai livelli a cui era abituata la Toscopan, affinché tutti i dipendenti possano essere reintegrati nel più breve lasso di tempo possibile». I dubbi di Marchetti Le parole del sindaco di Altopascio e consigliere provinciale del Pdl Maurizio Marchetti (e candidato in pectore del centrodestra alle provinciali 2011), chiamato da ieri a fare da mediatore tra le due aziende, sono dure, specialmente nei confronti del presidente della Provincia. «Baccelli si è comportato in maniera cinica e scorretta. È un tentativo di ricercare un consenso, dato che non è mai stato al tavolo delle trattative, quello di strumentalizzare il comunicato e relativa conferenza stampa fatta mercoledì sulla situazione Toscopan. Vedendo i servizi televisivi e leggendo i giornali mi sono cadute le braccia. Non solo a Baccelli della Toscopan e del suo personale non è mai interessato nulla, visto che non ha mai presenziato a nessuna trattativa, ma di fondo si nota una profonda scorrettezza istituzionale e un cinismo politico che non dovrebbe guidare chi spesso si riempie la bocca di valori e ideali. Infatti di concluso non c'è niente. Purtroppo senza un accordo firmato tra le due parti in causa sulla cessione dell'attività, tutti gli accordi presi con sindacati e lavoratori non servirebbero a niente. È per questo che io mi sono sempre impegnato a partecipare alle trattative e a trovare un accordo tra la vecchia compagine aziendale e la nuova, senza mai fare comunicati, perché quello che mi preme è il bene delle maestranze, dell'azienda e dei lavoratori, e del buon nome del pane di Altopascio. Purtroppo quest'accordo è saltato e sarò impegnato a cercare di far trovare fra le due parti un accordo che immagino e spero si possa ufficializzare davanti a un notaio entro lunedì 11, anche perché il 14 ci sarà la discussione davanti al giudice del concordato riguardante la Toscopan».
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