Il Tirreno

Lucca

Prima udienza per il crac della ditta Katex Italia

L'ex presidente Fouzi Hadj sotto processo a Genova

L’ex presidente Fouzi Hadj
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L’ex presidente Fouzi Hadj

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 LUCCA Si è aperto ieri al tribunale di Genova il processo ad Fouzi Ahmad Hadj, l'ex presidente della Lucchese, accusato di bancarotta fraudolenta dopo il fallimento della Katex Italia srl, la ditta specializzata in import-export di materiali, dalle tubazioni alle forniture per la siderurgia. L'uomo d'affari siro-armeno, difeso dall'avvocato Paolo Scovazzi, è accusato dalla procura genovese di avere fatto sparire circa 10 milioni di euro. Secondo quanto ricostruito dal nucleo di polizia tributaria delle Fiamme Gialle, Hadj avrebbe fatto uscire dalla società, nel 2000, un fiume di denaro verso fornitori esteri. In realtà, secondo l'accusa, i soldi sarebbero finiti su fondi paralleli della Katex aperti in paradisi fiscali. L'udienza è stata aggiornata al giugno 2011.  Dal 10 marzo al 1 aprile 2010 Fouzi Hadj era finito nel carcere di Marassi in relazione alla bancarotta fraudolenta della Lucchese Calcio. Il motivo? Il comportamento tenuto al momento dell'arrivo delle fiamme gialle che dovevano notificargli a casa il provvedimento di arresti domiciliari emesso dal gip Dal Torrione. Non aprì ai finanzieri fingendo di essere all'estero e quando, al termine di un'estenuante trattativa, i militari riuscirono ad entrare nel lussuoso appartamento trovarono l'uomo d'affari - barba bianca incolta - nascosto nel vano caldaia che sosteneva di non essere l'ex presidente della Lucchese, ma un semplice caldaista.  Dopo 132 giorni - nel luglio scorso - l'uomo d'affari siro-armeno è tornato libero dopo che il gip Simone Silvestri aveva revocato gli arresti domiciliari conseguenti al crac milionario sancito dal tribunale il 19 novembre 2008. Nei suoi confronti è restato - come unico obbligo - il divieto di espatrio. Fouzi Ahmad Hadj, 53 anni, è accusato di bancarotta fraudolenta documentale, preferenziale e per distrazione e il 21 ottobre dovrà presentarsi davanti al gip - assieme ad altri indagati (Kutufa, Torre, Giusti, Pilipenko e i tre sindaci revisori dei conti) - nell'ambito del fallimento della vecchia Lucchese. Uno stato d'insolvenza che recentemente la curatela ha indicato in 8 milioni.

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