Il Tirreno

Lucca

Il palo della banda non si trova

Il palo della banda non si trova

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Un nome (Mario) e un'indicazione vaga (una Fiat Panda e una monovolume di marca imprecisata). È quanto gli inquirenti sono riusciti a strappare dalla bocca di Marco Marotta, 33 anni, romano del quartiere Tuscolano, precedenti per rapina.

È stato arrestato dai carabinieri del nucleo investigativo diretti dal capitano Sebastiano Pennisi per la tentata rapina all'ufficio postale di Barga costata la vita a un bandito - Mario Tomaselli, 38 anni, nato a Catania e residente a Roma - morto in un conflitto a fuoco con una guardia giurata. Nei confronti di Marotta, rinchiuso nel carcere di San Giorgio, già stamani potrebbe essere tenuto l'interrogatorio di garanzia davanti al giudice delle indagini preliminari. Patteggiamento in vista Una volta convalidato l'arresto il legale dell'indagato potrebbe già chiedere il patteggiamento della pena per il suo assistito. Vero che il bandito ha precedenti penali specifici, ma occorre rimarcare che si è subito costituito, non ha opposto resistenza alle forze dell'ordine, non era armato e non ha portato via un euro. Quindi - fatti i dovuti calcoli aritmetici sullo sconto della pena - potrebbe cavarsela con una condanna che oscilla tra i 3 e i 3 anni e mezzo di reclusione e tra 18 mesi uscire dal carcere. Ai carabinieri ha già detto che non collaborerà. O almeno non rivelerà il nome del complice ancora uccel di bosco. Ha detto soltanto che si chiama Mario ed è romano - come il bandito ucciso - ma sostiene di non conoscere il suo cognome. E rintracciarlo sarà difficile. Perchè la gang non avrebbe usato cellulari proprio per evitare di parlare al telefonino e finire per essere intercettata. I componenti comunicavano soltanto attraverso ricetrasmittenti (una è stata sequestrata proprio al rapinatore arrestato) e quando i malviventi si parlavano al telefono lo facevano esclusivamente per darsi appuntamento in un luogo all'aperto nell'hinterland romano dove parlare in tranquillità e senza correre il rischio di essere spiati. E lì - stando agli investigatori - che pianificavano i colpi da compiere.

Pendolari del crimine Prima di entrare in azione in uffici postali e istituti di credito studiavano abitudini e orari del personale attraverso sopralluoghi che loro stessi o altri componenti la gang effettuavano nei giorni precedenti al colpo. Bande che non sempre sarebbero composte dalle stesse persone. Marotta per sua stessa ammissione ha detto di conoscere Mario Tomaselli per aver «lavorato» con lui in altre circostanze. Ma la vittima, in considerazione dei precedenti penali a suo carico (furti, detenzione d'armi, stupefacenti e rapina con un periodo di detenzione nel carcere di Regina Coeli), aveva minore esperienza visto che l'unica rapina attribuitagli risale ad alcuni anni fa e venne fatta ai danni di un cliente che usciva da una banca di Roma. «Ha sbagliato agendo d'istinto, senza riflettere sulle conseguenze» ha detto Marotta agli investigatori sul comportamento del complice, uscito fuori dalla banca con una Beretta calibro 9 giocattolo per inseguire la guardia giurata che dopo averlo visto al di là del vetro con la pistola in pugno stava tornando in auto per poi dare l'allarme. In sintesi un conflitto a fuoco che poteva essere evitato. Due auto da ritrovare. Marotta agli inquirenti ha sostenuto che la gang è arrivata a Bagni di Lucca con due auto: una Panda e una monovolume che doveva servire per allontanarsi dalla zona. Di più non ha aggiunto. I carabinieri attendono quindi segnalazioni di macchine abbandonate. Solo con il ritrovamento di almeno una delle due vetture ci sarà la possibilità di poter individuare il terzo uomo. Autopsia. Oggi pomeriggio si terrà l'esame autoptico sul cadavere di Mario Tomaselli eseguito per conto della procura dal medico legale Stefano Pierotti. Il malvivente è stato attinto da tre colpi di pistola esplosi dalla guardia giurata Roberto Ottimi, indagato con l'accusa di omicidio volontario con l'esimente della legittima difesa. L.T.

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