Sicurezza
Le pratiche sulla nomina del presidente e il caso mense spaccheranno ancora il centrodestra
Convocato il consiglio, altri scontri in arrivo
Marco Innocenti
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Il gruppo del Pdl in consiglio comunale Nell'ordine del giorno anche la questione stadio, ma difficilmente si voterà
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LUCCA. Elezione del presidente del consiglio comunale, mozione del centrosinistra sul caso mense (in pratica una censura all'assessore di cui si chiedono le dimissioni), un paio di pratiche ordinarie su terreni e lavori e, al quinto punto, la variante per lo stadio. È questo l'ordine del giorno del consiglio comunale convocato per lunedì sera dopo la riunione dei capigruppo di ieri mattina. In teoria la seduta dovrebbe rappresentare la ripresa dei lavori nell'interesse della città, da mesi alla paralisi. In realtà sono in arrivo ulteriori scontri nel centrodestra. Se, come pare, il Pdl dovesse riproporre Marco Agnitti alla presidenza, rischierebbe di portargli solo i voti del suo gruppo, 11, sui 28 necessari alle prime due votazioni. Da non escludere poi che nel terzo scrutinio, quando basteranno 21 voti, nel segreto dell'urna Forza Lucca possa appoggiare il candidato del centrosinistra. Lo stesso scenario si potrebbe ripetere nella mozione di censura per il caso mense, proposta dal centrosinistra: a votarla potrebbero essere anche i consiglieri di Forza Lucca, i quali non hanno ancora ricevuto il testo dell'intervento letto dall'assessore Donatella Buonriposi a difesa del suo operato e pieno di invettive nei confronti degli oppositori interni. Per la presidenza, tra ogni votazione devono passare almeno 24 ore, ma è presumibile che dopo l'esito della prima e dopo il risultato del voto sulla mozione anti Buonriposi nella maggioranza (ammesso che ancora esista) lo scontro esploderà di nuovo. Difficile insomma ipotizzare che si arrivi a trattare il quinto punto all'ordine del giorno, quello sullo stadio. Una pratica che, peraltro, dovrebbe vedere il consenso anche di Forza Lucca. «Al segretario comunale - spiega Antonio Sichi, capogruppo di Rc - abbiamo chiesto di indicarci se sono ferme pratiche la cui mancata trattazione reca danni immediati ai cittadini. Ci ha detto di no e allora siamo andati avanti con la questione del presidente, obbligatoria come primo punto dopo la sfiducia, e le altre ferme da tempo, a partire dalla mozione sul caso mense. Francamente ci aspettavamo che il centrodestra, dopo aver chiesto e ottenuto una sospensione di una settimana dei lavori del consiglio per chiarirsi al suo interno, ci venisse a dire se ancora esisteva una maggioranza e quale. Ma su questo punto nessuno ha detto una parola. L'argomento sarà comunque al centro della seduta straordinaria, richiesta dal centrosinistra, e fissata per il 18, dopo che il 14 si sarà discusso delle celebrazioni per le Mura». Nella riunione dei capigruppo è peraltro emerso che anche altre pratiche importanti per la giunta - su tutte la variante urbanistica e quella per il recupero del Carmine - non sono ancora definite ed è assai difficile che possano approdare in consiglio. Per la variante, in particolare, è fissata per martedì la riunione della commissione nella quale il presidente Marco Modena attende, da aprile, tutta la documentazione necessaria.
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