Finanza
Cassa integrazione e contratti di solidarietà
Arianna Bottari
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Massimo Braccini, segretario Fiom Cgil È la proposta della Fiom Cgil per evitare i 34 licenziamenti alla Zanchetta
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MONTECARLO. Cassa integrazione straordinaria e contratti di solidarietà al posto dei 34 licenziamenti ventilati. È la proposta che Rsu e sindacati provinciali hanno fatto ai responsabili della Ima, la società bolognese che nel 2007 ha acquistato la Zanchetta, nell'ambito dell'incontro che si è tenuto ieri mattina a Montecarlo. La notizia dei licenziamenti, totalmente inaspettata, era arrivata una settimana fa. Coinvolto praticamente il 50 per cento dei dipendenti della Zanchetta. E mentre azienda e sindacati discutevano attorno ad un tavolo, i dipendenti aderivano ad otto ore di sciopero a sostegno della trattativa. «L'incontro era necessario. Pur in un quadro di riferimento drammatico, abbiamo formulato alcune proposte e ora rimaniamo in attesa delle valutazioni dell'azienda». Queste le prime parole di Massimo Braccini, segretario provinciale della Fiom-Cgil, che ha partecipato al tavolo delle trattative con i rappresentanti della Ima. «Prima di tutto abbiamo chiesto un piano industriale che sia in grado di dare dei riferimenti per il futuro della Zanchetta - prosegue - Quindi abbiamo invitato l'azienda a ripensare il piano di licenziamenti ed a scegliere altre soluzioni. Penso alla cassa integrazione straordinaria, ai contratti di solidarietà. Penso anche alla possibilità di aprire, anche attraverso percorsi formativi mirati, condizioni alternative ai licenziamenti, anche nell'ambito delle altre aziende del gruppo Ima. L'azienda, pur mantenendo la ferma posizione riguardo la necessità di ridurre il personale e ridimensionare l'attività, si è detta disponibile a valutare le proposte fatte». Nella prossima settimana è previsto un ulteriore incontro per capire se la Ima è in grado di dare risposte più precise alle richieste presentate. «Ci batteremo per evitare i licenziamenti e fare in modo che tutti i lavoratori abbiamo la possibilità di avere garanzie occupazionali - conclude Braccini - Permane lo stato di agitazione, con un pacchetto di ore di sciopero che le Rsu decideranno come organizzare».
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