Il Tirreno

Lucca

Otto ore di sciopero nelle cartiere Sca

I lavoratori giudicano fallimentari le strategie del gruppo e chiedono un piano industriale per garantire il futuro dell'attività

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 CAPANNORI. In sciopero i dipendenti del gruppo cartario Sca Hp, che conta stabilimenti in Lucchesia e a Collodi. Una protesta per chiedere un nuovo piano industriale.  Tra i lavoratori, infatti, cresce la preoccupazione, dettata - si legge sulla nota diffusa dal coordinamento Rsu delle aziende Sca e dai sindacati Slc Cgil e Fistel Cisl - dal «clamoroso fallimento» del piano industriale del gruppo, con possibili ripercussioni sul piano occupazionale.  Da qui la richiesta, arrivata al termine delle assemblee degli operai e impiegati Sca dei siti lucchesi e di Collodi, «nelle quali si è discusso di quanto la direzione del gruppo ha comunicato ai sindacati nell'incontro dello scorso agosto».  Molte le considerazioni espresse nel comunicato unitario di sindacati, Rsu e dipendenti, comunicato nel quale gli stessi «prendono atto che il piano industriale, presentato in sede istituzionale alla Provincia di Lucca nel luglio 2009, è clamorosamente fallito, e le motivazioni portate da Sca sui motivi che hanno portato alla perdita di volumi e al mancato pieno recupero degli stessi non sono sufficienti e vanno respinte».  Necessario elaborare una nuova strategia e nella stessa nota, i rappresentanti sindacali e i lavoratori «chiedono alla Sca Hp di aprire il confronto su un nuovo piano industriale, che garantisca volumi produttivi per il mantenimento degli attuali livelli occupazionali». Un nuovo piano «che consenta, con i tempi necessari, una riorganizzazione produttiva e un riequilibrio tra le tipologie di prodotti e, partendo dalle analisi del modello organizzativo oggi esistente e dai costi generali, fermi restando i diritti dei lavoratori sanciti dagli accordi e dalle leggi, un adeguata risposta alle esigenze di competitività che il mercato del "tissue" oggi richiede».  Da qui l'annuncio dello sciopero: «Come prima necessaria risposta all'azienda, e in difesa dei posti di lavoro, le assemblee dei lavoratori indicono lo stato di mobilitazione generale e un primo pacchetto di 8 ore di sciopero gestito per ogni sito produttivo dalla Rsu. Inoltre danno mandato ai sindacato e al coordinamento delle Rsu di chiedere un incontro al presidente della Provincia e ai sindaci interessati per chiedere il loro sostegno».

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