Attenzione
Giglio, manca ancora la sede alternativa
Il teatro chiuderà nel 2011 e gli spettatori non sanno quali posti avranno
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LUCCA. Alla biglietteria del Giglio la domanda più ricorrente in questi giorni è la stessa: che fine faranno gli abbonamenti quando il teatro chiuderà per lavori, all'inizio del 2011? La risposta, però, non c'è. Il Comune ancora non ha deciso dove trasferire gli spettacoli, anche se da mesi si ventila l'ipotesi del San Romano. Solo che l'auditorium non ha né palcoscenico né camerini.
Il ritardo non sembra avere giustificazioni, dal momento che già in primavera lo staff del teatro aveva scritto al Comune per sollecitare un'alternativa. L'obiettivo di avere una risposta certa entro giugno serviva per poter realizzare palcoscenico e camerini con le maestranze del Giglio che, in estate, hanno un carico di lavoro assai più leggero di quello che si prospetta nei prossimi mesi, quando dovranno allestire gli spettacoli, compresi quelli di lirica.
Così a poche settimane dall'avvio della nuova stagione - la prima è il 23 ottobre con il Don Giovanni di Mozart - ancora gli spettatori non sanno che fine faranno. L'unica certezza è che, anche andando in San Romano, non potranno mantenere i posti acquistati al Giglio: l'auditorium, infatti, non ha palchi e anche le file di poltroncine sono più corte di quelle del teatro (la proporzione dei posti dovrebbe essere di 10 a 16). Del resto, l'auditorium ha circa 500 posti, contro i 700 del Giglio.
Quindi, in pochi - anche quelli che acquistano le prime file - con il trasferimento di sede potranno mantenere i posti scelti al Giglio. «In effetti - ammette l'assessore alla cultura, Letizia Bandoni - qualche disagio per il pubblico ci sarà con questi lavori di ristrutturazione, ma non possiamo certo lasciarci sfuggire la possibilità di ampliare e migliorare il Giglio. Il restauro del teatro è necessario e quindi un po' di sacrificio viene chiesto a tutti».
Quanto alla sede alternativa, l'assessore Bandoni conferma che l'ipotesi più probabile sia di spostare gli spettacoli in San Romano dove, però, al momento non esiste né palcoscenico né camerini a norma. Costruirli in pochi mesi e con gli spettacoli di allestire diventerà complicato per le maestranze del Giglio. «Intanto - riprende l'assessore - è probabile che i lavori non inizino prima di febbraio e quindi abbiamo ancora un po' di tempo per decidere. Inoltre, al momento l'amministrazione comunale non ha ancora ricevuto dal dirigente responsabile del Piuss una lettera nella quale formalizza i tempi della chiusura del teatro: per ora ci ha solo informati della necessità di interrompere le rappresentazioni (per non meno di un anno, un anno e mezzo, ndr). Non volendo cancellare il cartellone abbiamo optato per il trasferimento degli spettacoli in altra sede. E credo che una decisione definitiva verrà assunta non appena partiranno le gare per affidare i lavori».
In realtà le gare sono già state bandite da qualche settimana e quella del teatro del Giglio sarà una delle prime a essere effettuate. Infatti, il bando è stato pubblicato il 23 agosto e, nonostante una piccola proroga concessa, le offerte per ottenere l'appalto devono essere presentate al Comune entro il 27 ottobre. L'apertura delle buste - con progetto esecutivo e offerta economica - è fissata per il quattro novembre e, quindi, verosimilmente i lavori potrebbero essere assegnati nel giro di un mese.
Il ritardo non sembra avere giustificazioni, dal momento che già in primavera lo staff del teatro aveva scritto al Comune per sollecitare un'alternativa. L'obiettivo di avere una risposta certa entro giugno serviva per poter realizzare palcoscenico e camerini con le maestranze del Giglio che, in estate, hanno un carico di lavoro assai più leggero di quello che si prospetta nei prossimi mesi, quando dovranno allestire gli spettacoli, compresi quelli di lirica.
Così a poche settimane dall'avvio della nuova stagione - la prima è il 23 ottobre con il Don Giovanni di Mozart - ancora gli spettatori non sanno che fine faranno. L'unica certezza è che, anche andando in San Romano, non potranno mantenere i posti acquistati al Giglio: l'auditorium, infatti, non ha palchi e anche le file di poltroncine sono più corte di quelle del teatro (la proporzione dei posti dovrebbe essere di 10 a 16). Del resto, l'auditorium ha circa 500 posti, contro i 700 del Giglio.
Quindi, in pochi - anche quelli che acquistano le prime file - con il trasferimento di sede potranno mantenere i posti scelti al Giglio. «In effetti - ammette l'assessore alla cultura, Letizia Bandoni - qualche disagio per il pubblico ci sarà con questi lavori di ristrutturazione, ma non possiamo certo lasciarci sfuggire la possibilità di ampliare e migliorare il Giglio. Il restauro del teatro è necessario e quindi un po' di sacrificio viene chiesto a tutti».
Quanto alla sede alternativa, l'assessore Bandoni conferma che l'ipotesi più probabile sia di spostare gli spettacoli in San Romano dove, però, al momento non esiste né palcoscenico né camerini a norma. Costruirli in pochi mesi e con gli spettacoli di allestire diventerà complicato per le maestranze del Giglio. «Intanto - riprende l'assessore - è probabile che i lavori non inizino prima di febbraio e quindi abbiamo ancora un po' di tempo per decidere. Inoltre, al momento l'amministrazione comunale non ha ancora ricevuto dal dirigente responsabile del Piuss una lettera nella quale formalizza i tempi della chiusura del teatro: per ora ci ha solo informati della necessità di interrompere le rappresentazioni (per non meno di un anno, un anno e mezzo, ndr). Non volendo cancellare il cartellone abbiamo optato per il trasferimento degli spettacoli in altra sede. E credo che una decisione definitiva verrà assunta non appena partiranno le gare per affidare i lavori».
In realtà le gare sono già state bandite da qualche settimana e quella del teatro del Giglio sarà una delle prime a essere effettuate. Infatti, il bando è stato pubblicato il 23 agosto e, nonostante una piccola proroga concessa, le offerte per ottenere l'appalto devono essere presentate al Comune entro il 27 ottobre. L'apertura delle buste - con progetto esecutivo e offerta economica - è fissata per il quattro novembre e, quindi, verosimilmente i lavori potrebbero essere assegnati nel giro di un mese.
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