Gioco
«Lintervento è migliorativo della mensa»
Centro cottura, nuovi lavori la fine slitta ad aprile
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Il centro cottura 2 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Cambia un po' il progetto di realizzazione del centro unico di cottura di San Filippo che, a pieno regime, dovrà produrre 5mila pasti al giorno, di cui oltre tremila per le scuole. L'associazione temporanea di impresa fra la Del Monte (società che già negli ultimi anni garantiva il servizio di refezione scolastica) e la Co.gea ha chiesto al Comune di modificare il progetto esecutivo per poter «posizione all'interno di una porzione del capannone di proprietà pubblica, adiacente al centro unico di produzione pasti, impianti meccanici a servizio della struttura». E quindi l'impianto potrà essere consegnato finito al Comune il 1º aprile 2011, avendo i privati diritto a 88 giorni di proroga per effettuare lavori che vengono considerati migliorie. In origine, infatti, questi impianti avrebbero dovuto essere collocati - spiega l'ufficio lavori pubblici - sulla copertura piana dell'edificio, ma per l'Ati è più funzionare averli all'interno del capannone comunale. A questa richiesta l'amministrazione comunale non ha avuto nulla da obiettare visto che non comporta un aumento dei costi per le casse pubbliche. «A termini di contratto - evidenzia il Comune - l'Ati Del Monte-Co.gea. ha l'obbligo di realizzare il centro di cottura chiavi in mano, perciò gli oneri della variante sono a totale carico della concessionaria. Inoltre, considerato che fabbricato e impianti del centro sono di proprietà del Comune che ne riacquisterà il pieno possesso alla scadenza della concessione d'uso, è nell'interesse dell'amministrazione ogni iniziativa che ne favorisca la migliore funzionalità e conservazione». Infatti, secondo il Comune la variante proposta dai privati «costituisce una notevole miglioria del progetto, in quanto il posizionamento al coperto degli impianti garantisce sicuramente la loro maggiore efficienza, funzionalità e durata». Non solo. Questa modifica al progetto - conclude il Comune - «consente anche il recupero edilizio a carico dei privati della porzione di capannone destinata a ospitare gli impianti». Per questo non c'è stata difficoltà a concedere la proroga per la consegna del centro ultimato.
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