Italia
Apre e trova un cadavere
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La scena della sparatoria con il rapinatore rimasto ucciso davanti allufficio della Posta, il recupero della salma e, sotto, il complice portato via dai carabinieri dopo linterrogatorio Agghiacciante esperienza per la direttrice delle Poste
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LUCCA. Quando ha aperto il cancello che conduce a un giardinetto interno sul retro dell'edificio delle Poste si è trovata ai piedi un corpo senza vita in un lago di sangue. Sdraiato a terra c'era Mario Tomaselli, il rapinatore ucciso nella sparatoria avvenuta pochi istanti prima. Una scena agghiacciante che non dimenticherà facilmente la direttrice dell'ufficio postale di Borgo a Mozzano, Carla Andreozzi - anni fa vice sindaco a Barga - che è arrivata pochi istanti dopo il conflitto a fuoco. È stata la prima a sincerarsi delle condizioni delle «sue ragazze»: «Le considero come fossero mie figlie - dice la donna che anni addietro, quando era direttrice in un ufficio a Livorno, aveva già subito una rapina -. Siamo un bel gruppo, molto affiatato e ho temuto per la loro incolumità. Poco prima di entrare dal cancello, saranno state le 8,10, una di loro mi ha chiamato al cellulare e mi ha detto di tornare indietro che c'era stata una rapina. Era sotto choc, terrorizzata. Sono corsa con il cuore in gola tirando un respiro di sollievo quando le ho viste entrambe fuori dall'ufficio postale. Scosse e visibilmente provate. Ma per fortuna stavano bene: i banditi non hanno torto loro un capello». Carla Andreozzi non ha visto la scena della sparatoria, ma conosce il vigilante che ha ucciso il malvivente: «È una persona seria, educata e scrupolosa. Non è la prima volta che viene a consegnarci i soldi che di volta in volta chiediamo per effettuare pagamenti o altre operazioni. Sono certa che se ha sparato è stato costretto a farlo. È un padre di famiglia con grandi valori e che svolge il suo lavoro con grande professionalità». Sul racconto che le impiegate le hanno fatto in relazione allo svolgimento della rapina la direttrice preferisce non parlare: «Sono atti coperti da segreto, testimonianze che possono rivelarsi fondamentali in chiave investigativa. Senza contare che c'è ancora in libertà uno dei banditi». Già, il terzo uomo. Ad accorgersi della sua presenza - visto che il rapinatore catturato ne ha negato l'esistenza - sono stati alcuni pensionati. Si trovavano all'ingresso dell'ufficio postale proprio dalla parte opposta dell'edificio rettangolare che ospita lo sportello. Erano in fila, in attesa del pagamento delle pensioni, quando hanno udito gli spari. Pensavano fossero cacciatori e soltanto dopo hanno capito che si trattava di una rapina andando, tra l'altro, a soccorrere le impiegate. In quel frangente un paio di anziani del luogo si sono ricordati di una Panda color ocra parcheggiata di fronte all'ufficio e ripartita a forte velocità.
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