Il Tirreno

Lucca

«Stefani prima approva e poi contesta»

L’assessore comunale al commercio Filippo Candelise
◗
L’assessore comunale al commercio Filippo Candelise

L'assessore Candelise contrattacca sul regolamento dei pubblici esercizi

3 MINUTI DI LETTURA





 LUCCA. Ci saranno anche incongruenze e aspetti da rivedere nel regolamento comunale del commercio, di recente bacchettato dal Consiglio di Stato in merito dalla pretesa di costringere i gestori dei locali pubblici a fare da sceriffi, ma il provvedimento non è certo opera di un singolo assessore e, comunque, è stato votato anche da chi ora lo critica aspramente.  «È questo il senso della risposta che l'assessore Filippo Candelise (Pdl) dà al consigliere Benedetto Stefani (Forza Lucca) che lo aveva attaccato. Secondo Candelise le accuse di Stefani sono tardive e strumentali, frutto della guerra in corso per nuovi posti nella giunta comunale a cui Stefani ambirebbe.  E comunque, afferma l'assessore, il provvedimento che ora l'avversario contesta è stato votato anche da Stefani, che non ha peraltro mai avanzato proposte alternative.  Un nuovo scontro tra Pdl e Forza Lucca, insomma, che rende ancora più difficile una ricomposizione.  «Il regolamento, come tutti gli altri atti pubblici del genere, non è di competenza, ne ricade sotto la responsabilità un singolo assessorato, ma degli organi del Comune, nel loro complesso - sostiene Candelise nella sua replica -. Esso infatti è stato approvato, su proposta della giunta Favilla, dal consiglio comunale con il voto favorevole dei consiglieri di centro-destra, fra cui il consigliere Stefani, che oggi lo critica aspramente allineandosi sulle posizioni dell'opposizione di centro-sinistra, mentre s'impegna, contemporaneamente a voler far parte ancora della maggioranza»  Il regolamento, come tutti gli altri fondamentali provvedimenti relativi al commercio, non è nato, aggiunge l'assessore, come un fungo «ma è stato approvato, dopo lunghe ampie ed approfondite discussioni e concertazioni con le associazioni di categoria, fra cui l'Ascom di cui lo Stefani risulta essere un autorevole membro di giunta. Il consigliere Stefani non ha mai presentato appunti, note, riflessioni, osservazioni o emendamenti sul regolamento e tanto meno sui punti contestati, nonostante la volontà espressa dall'amministrazione ad apportare eventuali modifiche o integrazioni al testo, prima dell'approvazione finale».  L'assessore invita quindi il consigliere Stefani «a farlo almeno ora, senza perdersi in paradossali polemiche. Al di là, infatti, delle stesse e di inesistenti costi sopportati dall'amministrazione per difendersi dal ricorso, accanto ad un normativa favorevole ai commercianti resta pur sempre l'esigenza dei cittadini di difendere la loro quiete ed il loro riposo notturno, importante per la loro salute.  «Si spera che a riguardo Stefani possa dare, in commissione o in consiglio, per iscritto o verbalmente, utili indicazioni, per permettere all'amministrazione di superare la contrapposizione».  In merito ai contrasti esistenti, Candelise auspica infinte che anche Stefani «possa superare quello, evidentissimo, di natura etica, oltre che politica, fra il suo ruolo di membro della giunta Ascom e quello di consigliere, aspirante per di più a far parte anche della giunta del Comune. Se non altro per rendere più obiettivi i suoi giudizi sull'operato dell'amministrazione Favilla, e sicuramente disinteressati i suggerimenti che d'ora in poi vorrà dare al suo buon andamento. Prima e non dopo aver approvato un atto».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze