Gioco
A Film Festival il primo cortometraggio di un regista lucchese
Fabrizio Tonelli
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Tommaso Landucci e in alto una scena di Salim Tommaso Landucci, che lavora a Roma, presenta Salim Una storia sull'immigrazione e l'integrazione girata in S. Frediano
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LUCCA. Un giovane regista lucchese protagonista al Festival del cinema di Lucca. Martedì alle 15.30 al Centrale sarà proiettato il suo primo cortometraggio Salim, che è già stato premiato in varie rassegne e per il quale il regista ha ricevuto i complimenti di Mario Monicelli. Una bella soddisfazione ma anche uno sprone per Tommaso Landucci, 21 anni, di San Concordio, che attualmente lavora a Roma e che nel 2009, oltre a Salim, ha realizzato lo spot nazionale dell'Aido, l'associazione donatori di organi e tessuti. Salim è stato ambientato soprattutto nella chiesa di San Frediano durante la notte. Ci hanno lavorato moltissimi ragazzi di Lucca e anche diverse organizzazioni come il Centro Nazionale del Volontariato, Cesvot la Caritas Diocesana, la Lombardi Audiovisivi, il Villaggio del Fanciullo, il negozio Best And Chip, il Rotary e Rotaract Club hanno dato il loro sostegno. «Credo che sarà divertente vederlo a Lucca - racconta Landucci - perché la maggior parte del pubblico riconoscerà i luoghi in cui abbiamo girato e soprattutto gli attori. Sono anche molto contento perché è la prima proiezione nella città e questo mi darà l'occasione di ringraziare ufficialmente tutti i lucchesi che hanno partecipato e che sono davvero molti». La storia racconta di un tredicenne musulmano di nome Salim. Il ragazzo è immigrato e costretto a compiere piccoli furti per sopravvivere. Per sfuggire ad una cattura si nasconde in una chiesa. È spaventato e resta molto tempo all'interno dell'edificio rimanendovi chiuso dentro. Durante la notte Salim inconsapevolmente ritroverà una condizione più infantile e più vicina alla sua età. La chiesa, all'inizio cupa e spaventosa, evolverà invece in una dimensione più accogliente. Il ragazzo troverà asilo decontestualizzando completamente alcuni elementi simbolici della tradizione cristiana. «Il tema del cortometraggio - afferma il giovane regista - è quello dell'integrazione culturale ed è nato da una riflessione su un tema più generale e più complesso che è quello dell'immigrazione; problema che al tempo non mi sentivo pronto ad affrontare direttamente, ma che adesso sto affrontando più sullo specifico in un progetto più grande». «La passione per il cinema - racconta Landucci - è nata progressivamente. Ho sempre visto molti film, ma credo che una grossa spinta l'abbia data anche vedersi i contenuti speciali dei dvd. Dai backstage ho capito quante persone con competenze diverse sono coinvolte nella realizzazione di un film. Poi devo dire che da quando avevo 15 o 16 anni realizzavo con gli amici dei piccoli lavori da 40-50 secondi nemmeno, per lo più pubblicità progresso, girate con una piccola handycam». Uscito dal liceo Landucci aveva iniziato ingegneria biomedica a Pisa. Poi ha realizzato la pubblicità nazionale dell'Aido insieme all'amico Matteo Marabotti e ha trovato persone che credevano nel progetto Salim. «Alla fine - dice - mi sono convinto che potevo provare a trasformare la passione in lavoro e mi sono trasferito a Roma. Se non avessi girato Salim non so se avrei avuto il coraggio di lasciare tutto e partire per inseguire questa passione». Adesso Landucci punta a girare il cortometraggio che sta finendo di scrivere con una sceneggiatrice conosciuta a Roma e che dovrebbe realizzare con l'aiuto di Pablo Docimo, già produttore e distributore di Salim. Uno dei suoi futuri lavori potrebbe essere legato alla città. «A Lucca - racconta - coesistono diverse situazioni e non escludo che una di esse possa interessarmi fino a pensare di scrivere qualcosa di dedicato. Inoltre collaboro tuttora con il Centro Nazionale del Volontariato con il quale stiamo cercando finanziamenti per girare su Lucca una serie di pubblicità progresso. Reperire disponibilità per pubblicità progresso non è così facile - conclude - ma abbiamo già trovato dei finanziamenti e non siamo lontani dalla cifra che ci serve. Sarebbe bello portare di nuovo una troupe cinematografica a Lucca a girare in piazza Grande o da qualche altra parte; anche solo due giorni o tre giorni per girare uno spot progresso».
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