Il Tirreno

Lucca

Primario indagato, negato l'arresto

Luca Tronchetti
La dottoressa Patrizia Martini primario di dermatologia
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La dottoressa Patrizia Martini primario di dermatologia

Il gip respinge la richiesta del pm nei confronti della responsabile di dermatologia

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 LUCCA. Per il giudice delle indagini preliminari Angelo Antonio Pezzuti non sussistono le esigenze di applicare misure cautelari nei confronti della dottoressa Patrizia Italia Martini, di Vicopelago, direttore dell'unità operativa di dermatologia dell'ospedale Campo di Marte e del centro Psocare di Lucca per il trattamento della psoriasi oltre ad essere vice presidente dell'Accademia Toscana di Dermatologia. E tanto meno della figlia, Marta Grazzini, 27 anni, medico in servizio al centro Psocare di Firenze. Ieri mattina comunque i Nas per conto della procura hanno perquisito lo studio del primario al Campo di Marte sequestrando il suo computer e altra documentazione. Per la Martini il pm della procura di Firenze, Sandro Cutrignelli, aveva chiesto al giudice la detenzione in carcere. L'accusa ritiene che il medico lucchese faccia parte di un'associazione a delinquere che vede al vertice il professore universitario Torello Lotti, 57 anni, di Pieve a Nievole. Associazione volta a commettere reati di corruzione e abuso d'ufficio mediante stipulazione d'accordi con imprese farmaceutiche. Ma il gip nell'ordinanza smonta la tesi del pm in relazione alla partecipazione della dottoressa Martini.  Nelle intercettazioni il nome del primario viene indicato negli affari Novartis e Morgan Pharma. Torello Lotti il 14 maggio 2009 parlando al telefono con Alessandra Bianchi, medico advisor specialist dell'industria farmaceutica Novartis, sostiene di aver fatto cessare a 212 pazienti l'assunzione di un farmaco a vantaggio di un altro fornito dalla Novartis. E precisa che «nella stessa maniera si sta comportando la dottoressa Martini di Lucca».  Per il gip Pezzuti però non c'è un riscontro, in quanto non emergono contatti telefonici o di altra natura tra Patrizia Martini e Torello Lotti per ritenere che il medico lucchese avesse promesso alla Novartis eguali prestazioni. Stesso discorso vale per il presunto affare legato ad un'altra casa farmaceutica. Sempre al telefono, Lotti il 13 maggio 2009 esprime al rappresentante di Morgan Pharma il suo intento di distribuire le schede nel corso del convegno di Winter Accademy a Saint Moritz per descrivere i benefici di una pomata e al contempo per indurre la casa farmaceutica a pagare le spese del prossimo convegno. E sostiene di usufruire della collaborazione di Patrizia Martini in veste di vice presidente dell'Accademia Toscana di Dermatologia. Per il gip nemmeno in questo caso c'è però prova che Martini abbia prestato la sua opera nella realizzazione dell'accordo. In sostanza la dottoressa viene tirata in ballo al telefono dal docente, ma non ci sono telefonate dirette, documenti o testimonianze che possano coinvolgerla. Da lì la decisione del giudice di rigettare la richiesta di custodia.  Ancora più defilata la posizione della figlia Marta Grazzini, accusata soltanto di rivelazione di segreti d'ufficio. In una telefonata intercorsa tra il giovane medico lucchese e Torello Lotti (18 maggio 2009) Grazzini comunica al suo superiore che è venuto da lei un rappresentante della società Abbot per conoscere il numero di pazienti che svolgeva un certo trattamento. «Voleva sapere il numero esatto di pazienti: glielo devo dire o non glielo devo dire?». Lotti dopo aver saputo dalla subalterna che sono circa cento le dice: «Al rappresentante digli sempre che sono il 30% in più». Per il gip non si configura tuttavia il reato di rivelazione di segreti d'ufficio perchè il medico non fa riferimento a singole persone con l'indicazione dei nomi dei pazienti o di altri elementi utili all'identificazione. Oltretutto i dati che andrà a rivelare nemmeno sono veritieri, ma formulati a caso.

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