Il Tirreno

Lucca

CRAC LUCCHESE CALCIO

Il tribunale civile nega il sequestro dei beni

Il Porta Elisa come si presenta oggi
◗
Il Porta Elisa come si presenta oggi

2 MINUTI DI LETTURA





 LUCCA. I creditori del fallimento dell'As Lucchese Libertas 1905 possono rassegnarsi. Non ci sarà alcun sequestro conservativo dei beni personali dell'ex presidente Fouzi Hadj e di altre 12 persone tra ex componenti del consiglio d'amministrazione ed ex sindaci revisori della vecchia società dichiarata fallita nel novembre 2008. Il tribunale civile in composizione collegiale (Capozzi, Mormino, Giunti) ha sciolto la riserva e ha respinto il reclamo presentato dal curatore fallimentare Francesco Giannecchini relativo all'azione di responsabilità per l'ex plenipotenziario rossonero e per i componenti del consiglio d'amministrazione e del collegio sindacale nel periodo che va dal 1 luglio 2006 al 27 maggio 2008. Una richiesta di sequestro dei beni patrimoniali sino ad una somma pari a 4 milioni e 800mila euro attraverso il criterio della ripartizione del danno. Il tribunale ha respinto in toto le richieste del curatore - contestate da ex amministratori e sindaci revisori e già respinte in precedenza con un'ordinanza del giudice civile Antonio Mondini - fautore della tesi del «periculum in mora», vale a dire la sussistenza del rischio di perdere la garanzia rappresentata dal patrimonio dei creditori. Giannecchini, curatore anche del fallimento del Viareggio Calcio, aveva ricevuto il diniego al sequestro dal giudice Mondini. Diniego motivato dall'insussistenza dei presupposti per l'autorizzazione in quanto non «il pericolo che il credito dovuto vada perso non sussiste sulla base della sola entità del credito».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa