Il dolore
I rendiconti elettorali non ci sono
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Linchiesta della procura è iniziata dallassegno che Fouzi Hadj ha versato al comitato elettorale pro Favilla Le spese effettuate dai candidati alle amministrative 2007 non sono state pubblicizzate dal Comune come prevede la legge
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LUCCA. I rendiconti delle spese effettuate in campagna elettorale dai candidati alle amministrative del 2007 non sono stati forniti alla pg dei carabinieri in procura. Il motivo? Non esistono. Nessuno dal Comune ha pensato a chiedere ai mandatari dei vari comitati elettorali i rendiconto delle spese per affiggere manifesti, distribuire volantini, organizzare incontri e cene. Nonostante una legge relativa all'elezione diretta del sindaco per i comuni superiori ai 50mila abitanti che obbliga i Comuni alla pubblicizzazione, almeno un mese dopo la nomina del primo cittadino, delle spese effettuate dai vari candidati. Norma contestata dalla segreteria comunale per un motivo semplice: il segretario non la ritiene di competenza del Comune. E poi nessuno prima d'ora, nemmeno i candidati delle precedenti amministrative, aveva comunicato il rendiconto delle spese. Quindi per consuetudine e prassi consolidata una volta eletto il primo cittadino non venivano pubblicizzati - attraverso affissione o comunicazione sui quotidiani - le spese del neo sindaco eletto (nel 2007 fu l'attuale primo cittadino Mauro Favilla) e degli sconfitti. Ma in Italia, nella gerarchia delle fonti, la consuetudine è in coda alla piramide delle leggi e per gli inquirenti sarebbe stata violata la normativa sulla trasparenza degli atti amministrativi. Tanto che la polizia giudiziaria potrebbe effettuare verifiche anche in altri comuni della Lucchesia e in Provincia per verificare se tutti hanno disatteso la legge. L'accertamento s'interseca nell'ambito dell'inchiesta sul finanziamento pubblico ai partiti aperta dalla procura dopo che è stato appurato il contributo di 7.500 euro alla campagna elettorale dell'attuale sindaco Mauro Favilla da parte dell'ex presidente della Lucchese Calcio, Fouzi Hadj, indagato per bancarotta fraudolenta dopo il crac milionario del novembre 2008. Ad oggi la polizia giudiziaria ha appurato che lo cheque venne contabilizzato sia sul libro giornale della Lucchese alla voce «Mazzoni» (il cognome del mandatario del comitato elettorale pro-Favilla) e sul conto acceso alla filiale di San Concordio della CdR di Lucca tenuto dal fiduciario del sindaco, il commercialista Natale Mazzoni. Conto che non venne chiuso al termine della campagna elettorale. E la pg avrebbe appurato anche che, come invece impone la legge sul finanziamento pubblico ai partiti, la Lucchese Calcio non convocò nel periodo gennaio-giugno 2007 l'assemblea dei soci - come avrebbe dovuto - per elargire quel piccolo contributo. Assemblea dei soci che avrebbero dovuto convocare anche le altre numerose aziende che offrirono sostegno economico al candidato Mauro Favilla o ad altri politici che concorrevano all'elezione a sindaco. Tutte imputabili, secondo la norma che prevede pene che vanno dai 6 mesi ai 4 anni di reclusione, del reato di finanziamento illecito ai partiti. L.T.
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