La manifestazione
I gestori dei locali non devono vigilare sulla loro clientela
Angelica D'Agliano
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LUCCA. I gestori dei pubblici esercizi non sono responsabili dei danni che i clienti possono fare fuori dai loro locali. Ascom vince il ricorso al Consiglio di Stato riguardo una parte del nuovo regolamento sui pubblici esercizi, approvato dal Comune nel 2009, che addossava ai gestori la responsabilità del comportamento tenuto davanti a bar, birrerie, paninoteche dagli avventori. In particolare, l'oggetto del contendere è l'articolo 11, quello che parla delle responsabilità degli esercenti e stabilisce i "requisiti in materia di inquinamento acustico e rispetto della salute e della quiete pubblica". Come si legge in una nota Ascom, il passaggio attribuiva ai commercianti la responsabilità di controllare ciò che avviene fuori dai locali, "anche dopo l'orario di chiusura". In particolare nel documento si legge che "sarà cura del titolare dell'esercizio di somministrazione verificare che gli avventori non consumino sulla pubblica via, che non vengano utilizzati per il consumo i gradini dei monumenti, i luoghi destinati al culto e/o altre strutture di interesse storico e artistico, nonché aree pubbliche". Nel caso in cui vengano commesse infrazioni, l'esercente è obbligato a "chiamare gli organi di vigilanza affinché intervengano". Come dire, da commercianti a vigilantes forzati. Per chi disobbedisce, infatti, il regolamento prevede multe fino a 450 euro, sospensione dell'attività da 1 a 20 giorni e, come estrema ratio, anche la chiusura definitiva del locale. Da qui l'opposizione di Ascom, che aveva chiesto la sospensiva del regolamento. A scendere in campo undici esercenti della città guidati dal presidente della commissione centro storico Confcommercio Giovanni Martini, seguiti dallo studio legale Giovanni Iacopetti. Ad oggi, una sentenza a firma del Presidente della repubblica Giorgio Napolitano dà ragione ai commercianti, che esprimono la loro soddisfazione attraverso le parole di Martini. «Siamo felici di questa vittoria - chiarisce il presidente della Commissione centro storico - perché ribadisce una volta per tutte che noi non siamo responsabili di quello che succede fuori dai nostri locali. Vorrei fosse chiaro che Ascom non ha contestato l'intero regolamento comunale: semplicemente ha impugnato la parte relativa alle responsabilità dei gestori. L'azione legale arriva dopo una serie di confronti e incontri con l'amministrazione, che però non hanno sortito gli effetti sperati. I commercianti devono svolgere il proprio ruolo, la vigilanza spetta ad altri. Anche perché definire delle responsabilità è davvero difficile. Se trovo delle persone che si sono ubriacate chissà dove e sono giunte a piedi davanti al mio locale a chi spetta la responsabilità in materia di ordine pubblico? Questo è solo un esempio per chiarire il concetto. Il nostro rapporto con l'amministrazione resta all'insegna della collaborazione e dell'apertura al dialogo, come è accaduto fino ad oggi». «Sappiamo bene che mantenere l'ordine e la pulizia è un beneficio per tutti - conclude Vittorio Bini, funzionario Ascom - e in questo senso i gestori continueranno a fare la loro parte. La sentenza è una grande vittoria anche perché permetterà agli esercenti di lavorare più serenamente».
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