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Banco Popolare deve vendere: si ipotizza la cessione di Crl

Banco Popolare deve vendere: si ipotizza la cessione di Crl

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LUCCA. Di sicuro ancora non c'è nulla. Ma si fanno insistenti le voci di una possibile vendita della Cassa di risparmio di Lucca Pisa Livorno da parte della capogruppo Banco Popolare. Proprio negli ultimi giorni, i giornali finanziari hanno rilanciato la notizia trapelata già all'inizio dell'estate, ma la banca di Verona non conferma. E comunicazioni ufficiali in questo senso a Lucca, sede principale dell'istituto di credito, non ne sono arrivate. Di certo c'è solo che Banco Popolare deve rafforzare il proprio patrimonio, per adeguarsi alle nuove direttive bancarie di Basilea 3.

A questo adempimento, il Banco Popolare farà fronte. Ma non con un aumento di capitale, secondo una comunicazione ufficiale della holding diretta da Pier Francesco Saviotti. Di conseguenza dovrà vendere qualche «pezzo» (asset) del gruppo. Ed è cosa nota che gli investitori stranieri - che hanno i soldi per acquistare banche o partecipazioni di banche italiane - siano interessati ai due gioielli del gruppo Bp: la Crl, appunto, e il Credito Bergamasco, noto in città da quando la Fondazione Cassa di risparmio si è fatta liquidare la partecipazione nella banca lucchese anche con azioni del Credber per oltre 150 milioni di euro.  Secondo le indiscrezioni, Banco Popolare dovrebbe rafforzare il proprio patrimonio con un'immissione di almeno 1,5-2 miliardi di euro.

E prima di arrivare a vendere Crl (235 sportelli, per 1.800 dipendenti) o Credito Bergamasco, sembra che voglia percorrere altre strade. Vendendo altri asset. Entro fine settimana, intanto, dovrebbe cedere la Cassa di risparmio di Pescara (42 sportelli) alla Cassa di risparmio di Teramo: ma da questa operazione non dovrebbe ricavare più di 250 milioni. Una cifra decisamente inferiore a quella necessaria. E, quindi, dovrà essere venduto altro. Si parla della possibilità di cedere sportelli in Sicilia o magari immobili di Italease, anche se queste operazioni potrebbero non essere sufficienti a garantire il rafforzamento di patrimonio reclamato anche dalla Banca d'Italia.  Ecco perché si fanno più insistenti le voci della vendita (eventuale) della Cassa di risparmio di Lucca, valutata intorno al miliardo e 300 milioni, o del Credito Bergamasco, operazione alla quale da tempo si opporrebbe, però, la Lega.

C'è da dire, comunque, che il Credber è valutata anche di più della Crl, in virtù di una serie di parametri finanziari ed economici che sono quelli, poi, che hanno spinto la Fondazione Crl ad accettare il pagamento della propria partecipazione nella banca lucchese con azioni dell'istituto lombardo.  In sostanza, vendendo o solo la Crl o solo il Credber, la holding risolverebbe il problema del rafforzamento del proprio patrimonio. Ma decisioni in questo senso - assicura il gruppo di Verona - non ne sono ancora state adottate. In compenso, le indiscrezioni che stanno filtrando, proprio in questi giorni hanno fatto scendere le azioni di Bp del 4%.

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di Redazione web