Il Pdl forza i tempi per nominare subito il coordinatore comunale
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Il gruppo del Pdl in consiglio comunale3 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Subito un coordinamento comunale del Pdl. In modo da decidere i tempi della politica locale. Se andare al voto anticipato (sempre più gettonato) e quando. Lido Fava, capogruppo del Pdl in consiglio comunale, è sicuro di un fatto: il centrodestra non può aspettare i congressi del partito per farsi vertici locali. Non nella situazione di crisi amministrativa che, di fatto, si è aperta con il voto di sfiducia al presidente del consiglio comunale, Marco Agnitti, silurato su iniziativa di Forza Lucca, il gruppo dei transufghi del Pdl. Alla riunione del partito che ieri sera si è confrontato sulla possibile soluzione alla crisi - prevedendo, però, il solo appoggio esterno di Forza Lucca - Fava ha presentato questa richiesta: «La prima necessità che abbiamo - insiste - è di nominare, a brevissima scadenza, i vertici locali del partito, che scandiscano i tempi della politica. Nella nomina, però, devono essere coinvolti i consiglieri comunali del Pdl. E il coordinatore deve avere il voto o il parere favorevole della maggioranza di questi consiglieri». Soluzioni imposte dall'alto, per il nuovo coordinatore, insomma per Fava non sarebbero accettabili. «Anche perché - riprende - proprio a loro il coordinamento comunale del partito dovrebbe rapportarsi per dettare le linee da seguire». Se questa proposta venisse accolta, il Pdl otterrebbe due risultati: «Tagliare il cordone ombelicale con gli ex che hanno fondato Forza Lucca (che non avrebbero posti nel coordinamento)» e anche esautorare il coordinamento provinciale che non avrebbe gestito bene il partito. Nel frattempo, però, per Franco Fabbri, vicecapogruppo del Pdl, è bene anche chiarire l'aspetto politico di questa crisi «utilizzando le due settimane che ci dovrebbero separare dal primo consiglio comunale utile per capire se è possibile andare avanti, per qualche mese o fino alla scadenza del mandato». Per Fabbri, infatti, non sarebbe male arrivare almeno fino a dicembre, in modo da utilizzare i prossimi tre mesi per risolvere almeno alcuni problemi «come quello della sicurezza, il rilancio delle Mura, il restauro del mercato del Carmine, la fusione delle società del Polo Fiere e l'approvazione dei piani attuativi». Del resto Fabbri, da politico di lungocorso, sa bene che se l'amministrazione cadesse senza aver portato a termine almeno qualche progetto importante, anche il Pdl rischierebbe di pagare il conto elettorale. Per questa ragione, ma anche per timore di avere meno rappresentanti al prossimo mandato, l'Udc si dice contro il voto anticipato, unica forza di maggioranza ad assumere questa posizione. «Siamo assolutamente contrari - dice il capogruppo Luigi Bertani - ad elezioni anticipate. I problemi, tutti tra i 19 consiglieri tesserati del Pdl, sono politici e vanno superati. Non ci sono divergenze sul programma, né sulla figura del sindaco. Dobbiamo andare avanti, ci sono troppi impegni che vanno mantenuti con gli elettori. Se però ci fosse, dentro il Pdl, chi rema per arrivare subito al voto a questo punto deve uscire allo scoperto, perché sono contrario alla consuetudine di chiudere prima del tempo il mandato del consiglio comunale». Soprattutto se la fine del mandato deve essere scatenata dalla mozione di sfiducia al presidente del consiglio comunale, secondo quanto ribadisce il sindaco Mauro Favilla: «Ritengo questa sfiducia ingiustificata. Agnitti ha sempre gestito il suo ruolo con equilibrio e coerenza. Le motivazioni addotte per la sfiducia erano basate solo su risentimenti per decisioni assunte dalla presidenza su pareri di tecnici, ma risultate sgradite ad alcuni gruppi che si sono coalizzati. Contro Agnitti è stata fatta una valutazione politica, ma la legge non consente una sfiducia basata su questioni politiche».
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