Italia
Favilla (per ora) non si dimette
Ilaria Bonuccelli
Ripropone 2 assessori a FL: «Lascio se la destra non si ricompatta»
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LUCCA. La crisi c'è, ma il sindaco non si dimette. Dopo la sfiducia al presidente del consiglio comunale, passata con i voti di parte della maggioranza, Mauro Favilla lancia un messaggio al centrodestra: vuole portare in fondo il mandato a patto di avere una coalizione blindata. E per ricompattarla avrebbe pronta anche la ricetta (finora andata di traverso a tutti): due posti in giunta per Forza Lucca, perché di appoggio esterno degli ex del Pdl non ne vuole neppure sentire parlare. Lo spazio per nominare due assessori ribadisce Fabilla c'è: si crea un posto in giunta e si accettano le dimissioni «consensuali» di un assessore in carica, «senza aumento di spesa per il Comune perché i compensi degli amministratori verrebbero tagliati del 7-8%». Con questa proposta, già bocciata nei fatti dal mancato accordo fra le due anime del centrodestra sul ritiro della mozione di sfiducia contro Agnitti, Favilla aveva intenzione di presentarsi ieri sera alla riunione del Pdl, allargata ad assessori, coordinatori e consiglieri regionali. Ma le possibilità che venga accolta sembrano ridotte a zero. Il Pdl, infatti, accetta di andare avanti con il mandato solo a condizione che Forza Lucca garantisca l'appoggio esterno, dimostrato votando martedì sera l'assestamento di bilancio, senza il quale il Comune sarebbe stato commissariato. Di assessori del gruppo di Maurizio Dinelli il Pdl non ne vuole neppure sentire parlare. Tanto meno accetterebbe che Forza Lucca, promotore della sfiducia ad Agnitti, ottenga la presidenza del consiglio comunale per Marco Modena, attuale presidente della commissione urbanistica. Se Favilla, dunque, dovesse insistere per gli assessorati a FL, il Pdl spingerà per il voto anticipato. Del resto, l'appoggio esterno è l'unica concessione che il partito si sente di fare, proprio per salvare il salvabile, dopo che il ministro delle infrastrutture, Altero Matteoli, si è sbilanciato al punto di dare per sicuro le elezioni anticipate nel caso di sfiducia ad Agnitti. Del resto, i vertici nazionali e regionali del partito leggono il siluro ad Agnitti come un chiaro segnale di sfiducia politica nei confronti del sindaco. E quasi quasi si aspettano che sia proprio Favilla ad annunciare le dimissioni. Sul fronte di Forza Lucca, comunque, la situazione non sembra essere tanto diversa. Il gruppo, infatti, non sarebbe disposto ad andare molto oltre l'appoggio esterno. Soprattutto perché ancora non ha capito quali siano i 15 o 16 punti del programma di fine mandato. In questo marasma politico non mancano, comunque, alcune certezze: la prima è che dal consiglio comunale di martedì è uscita una maggioranza diversa da quella che ha retto Lucca negli ultimi anni; la seconda è che il Pdl non vuole condividere assessorati, incarichi e tanto meno alleanze (né attuali né future) con Forza Lucca. La terza è che, a conferma del clima di grande incertezza politica, il consiglio comunale di stasera è stato annullato dalla conferenza dei capigruppo, aggiornata a mercoledì prossimo. Insomma, è stata imposta una pausa di riflessione forzata, per prendere tempo. E per capire perché il sindaco continui a dire che ci sono le condizioni per andare avanti. La risposta Favilla si articola in tre punti: «Ho parlato con i consiglieri di maggioranza e ho riscontrato in tutti la volontà di concludere il mandato; ho verificato che esiste l'intesa sul programma e che c'è un accordo (fra le due ali del centrodestra) per arrivare a una co-gestione, a una compartecipazione di questa fase amministrativa, nella quale non è pensabile andare avanti con il solo appoggio esterno di Forza Lucca perché non voglio essere ostaggio dei voti di una o dell'altra fazione». Tuttavia, ammette Favilla, se non ci sarà modo di ricompattare la maggioranza «posso anche dimettermi. E di sicuro, restando il clima attuale, non mi ricandiderei». E sarebbe accontentato: il Pdl, infatti, non pare intenzionato a riproporlo. Né ora né nel 2012.
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