Finanza
Dopo Agnitti, tre proposte da sinistra
Barbara Antoni
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Tambellini, Sichi (a sinistra) e il gruppo della opposizione Pd: Favilla si dimetta. Rc: un presidente nostro. Sel: uniamoci
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LUCCA. Tre partiti e tre proposte diverse all'indomani della sfiducia al presidente del consiglio comunale Marco Agnitti. Così i partiti di sinistra e centrosinistra: Rifondazione, Sel e Partito Democratico. Per Rc, il capogruppo Antonio Sichi chiede un presidente di area centrosinistra; per il Pd, Alessandro Tambellini chiede dimissioni immediate del sindaco. Invece per il Sel (sinistra, ecologia e libertà) Elena Colombini del circolo lucchese considera che «di fronte a questo sfacelo reiterato del centrodestra lucchese è necessario che le forze di sinistra e di centrosinistra prendano in mano la situazione. Si costruisca, insieme e da subito, un progetto alternativo di governo della città. Per questo ripetiamo la proposta, già fatta all'inizio di questa estate, dell'attivazione di "tavoli dell'alternativa", veri e propri stati generali della società civile e dei partiti del centrosinistra, per porre fine al malgoverno e al non-governo della città». Per Sichi, se Agnitti è caduto, «perché l'amministrazione lo ha utilizzato per tenere sotto traccia problemi più importanti», è necessario che adesso venga nominato un nuovo presidente del consiglio comunale. Il quale, in quanto figura istituzionale «e di garanzia per maggioranza e minoranza, è auspicabile che sia individuato nella minoranza. Mi darò da fare perché la minoranza presenti un suo candidato, che nel suo mandato si mantenga sopra le parti. Del resto - continua - il centrodestra è in crisi, quindi ci sarebbero difficoltà, per Pdl e Forza Lucca, a votare un candidato unico». Che il candidato provenga dall'area Rc o Pd è indifferente, continua Sichi, sicuro che «ciascun componente di queste compagini saprebbe adempiere al ruolo di presidente, senza conflitti ma con serenità». E continua che il sindaco «non dovrebbe lasciare troppi margini a un commissario. Ci sono questioni importanti da concludere per la città, come l'urbanistica». Nella visione di Sichi, Favilla dovrebbe «arrivare a fine anno, completare le questioni aperte e lasciare all'elettorato la scelta all'appuntamento elettorale di primavera (in contemporanea con le elezioni provinciali, ndr)». «Dimissioni subito» è invece la sentenza del capogruppo del Pd in consiglio Tambellini, che esclude per ora la presentazione di mozioni. Dimissioni immediate del sindaco Mauro Favilla perché «in ballo ci sono questioni di importanza fondamentale: il Piuss, l'urbanistica, le società partecipate, la sanità che, con il nuovo ospedale in via di realizzazione - continua -, dovrà essere vista in un'ottica territoriale. Come potrebbe Favilla portare avanti tutte le questioni con una giunta così debole? Penso che Favilla farebbe bene a lasciare adesso, raccogliendo il senso di responsabilità». Da Andrea Tagliasacchi intanto un monito: «Basta con la politica lucchese diretta da Roma o da Firenze».
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