Gioco
All'albo pretorio gli immobili censiti ma non accatastati
i.b.
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Il patrimonio immobiliare della città visto dall’alto2 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. C'è tempo fino alla fine di aprile per dichiarare all'Agenzia del Territorio gli immobili censiti ma che non risultano accatastati. I proprietari di questi immobili - che possono essere completamente abusivi o che possono avere solo ampliamenti e parti condonate non registrate al Catasto - hanno 7 mesi per mettersi in regola, prima che scattino le sanzioni. L'Agenzia del territorio, secondo l'elenco affisso da ieri all'albo pretorio del municipio, ha individuato 1.420 immobili (o porzioni di fabbricati) che risulterebbero non dichiarati regolarmente. L'elenco in questione resta visionabile fino al 27 di novembre all'albo pretorio del municipio, sul sito dell'Agenzia del Territorio (l'ex Catasto) o alla sede locale dell'ente in via del Brennero 223, dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 12. All'ente è possibile anche telefonare per chiedere chiarimenti sulla documentazione da fornire per mettersi in regola. MANCATA REGOLARIZZAZIONE In caso di mancata regolarizzazione entro la scadenza prevista, gli uffici provinciali dell'Agenzia del Territorio provvedono «in surroga del proprietario inadempiente e con oneri a carico dello stesso all'accatastamento» e alla notifica dell'esito dell'accatastamento. Per chi non si regolarizza, scattano sanzioni pesanti, anche di alcune migliaia di euro. In base al nuovo tariffario deliberato dall'Agenzia a settembre 2009, se viene effettuata la registrazione d'ufficio al Catasto di immobili non censiti, sono dovuti 150 euro per l'attività istruttoria preliminare a titolo di «spese generali e di notifica delle comunicazioni». Per le operazioni di rilievo, con sopralluogo, si spendono cifre diverse in base alle dimensioni del lotto edificato e dei fabbricati non denunciati. In lotti con superficie fino a 2000 metri quadri, si va da un minimo di 910 a un massimo di 1.150 euro in base ai metri quadri dei fabbricati; per lotti con superficie fra 2000 e 5000 metri quadri, si va da un minimo di 1.030 a 1.270 euro sempre in base alla superficie dei fabbricati; infine, per lotti di oltre 5mila metri quadri, la tariffa dovuta è di 1.270 euro. A queste spese si aggiungono quelle dovute per redigere le planimetrie (centinaia di euro a pratica), per le attività di estimo, per la compilazione di documenti tecnici: le cifre variano da un minimo di 120 a un massimo di 300 euro. A carico di chi non si mette in regola, ci sono anche le spese per le attività dei tecnici fuori sede. REGOLARIZZAZIONE TARDIVA Anche scaduti i 7 mesi è possibile mettersi in regola. Per farlo i proprietari ritardatati devono informare l'Agenzia del Territorio inviando una comunicazione formale all'ufficio provinciale competente «specificando che si è già provveduto a incaricare un tecnico abilitato all'iscrizione in catasto». Questo eviterà che scatti l'accatastamento d'ufficio e che si verifichino «maggiorazioni dei costi per l'inasprimento delle sanzioni».
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