Sicurezza
Respinta da Forza Lucca l'offerta di Favilla di due posti nella giunta
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Nella foto il sindaco Mauro Favilla in consiglio comunale; dietro di lui il capogruppo di Forza Lucca Maurizio Dinelli4 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Convulse le ore che hanno preceduto il consiglio comunale, con il sindaco Mauro Favilla che ha tentato fino all'ultimo di far ritirare la mozione di sfiducia contro il presidente del consiglio comunale Marco Agnitti, anche attraverso un incontro molto serrato con il capogruppo di Forza Lucca, Maurizio Dinelli, al quale ha offerto due posti in giunta per la nuova forza politica del centrodestra. Nella serata di ieri, a pochi minuti dalla seduta, tutti avevano in sostanza confermato le posizioni della vigilia e quindi, stando al numero delle firme depositate assieme alle tre mozioni di sfiducia, per il presidente Marco Agnitti non pareva ci fossero grandi speranze di rimanere in carica, anche se non veniva affatto trascurata l'incognita legata al voto segreto e ai possibili franchi tiratori.
Le diverse posizioni tra i gruppi consiliari comunque apparivano ferme e chiare, anche se fino all'ultimo nessuno se l'era sentita di escludere cambiamenti repentini dell'ultimo minuto. Non fosse altro per quella sorta di sondaggio tentato dall'amministrazione per capire le posizioni ufficiali che sarebbero state prese in serata dai consiglieri che non avevano ancora siglato alcun documento. Ancora più attesa c'era stata per l'estremo tentativo da parte del sindaco di far rientrare la crisi di maggioranza recuperando un rapporto organico, anche nell'esecutivo, con Forza Lucca. Nell'incontro fissato per le 16.30 ai dinelliani era stata infatti offerta la possibilità di avere due posti in giunta.
L'operazione però non sarebbe stata del tutto indolore, perché l'intenzione del sindaco era quella di aumentare di uno solamente il numero degli assessori ricavando l'altro posto con un taglio, probabilmente relativo a un esponente del Pdl convinto a farsi da parte. Un tentativo quasi disperato perché era difficile pensare a una riconciliazione, a maggior ragione dopo gli attacchi mossi giovedì scorso dall'assessore Buonriposi a Forza Lucca durante la relazione sulle mense. Ma a indurre Dinelli a non accettare l'offerta del sindaco c'erano state anche altre considerazioni, mozione anti Agnitti a parte: per il capogruppo di Forza Lucca era assurdo accettare di entrare in giunta senza aver mai discusso il programma di fine mandato, su cui più volte era stato chiesto un confronto al sindaco. Per Dinelli, nel periodo di poco più di anno che separa dalle elezioni in base alla scadenza naturale del mandato, nel 2012, l'amministrazione comunale deve assolutamente concentrarsi su poche priorità per dare risposte concrete alla città nel rispetto del programma. Fondamentale resta quindi, a giudizio di Forza Lucca, sapere quali sono per il sindaco queste priorità. A sostenere la posizione di Dinelli era poi arrivata, poco dopo, la decisione unanime dei sette consiglieri di Forza Lucca che nella riunione del gruppo avevano convenuto che non c'erano le condizioni per una collaborazione organica con l'amministrazione Favilla, alla quale peraltro veniva rinnovato un appoggio esterno che si assicurava sarebbe stato leale e convinto e motivato dalla piena fiducia nei confronti del sindaco.
Prima degli incontri del tardo pomeriggio era già chiara anche la posizione degli altri gruppi con il capogruppo dell'Udc Luigi Bertani che, a titolo personale, diceva di non aver mai messo in discussione la posizione di Agnitti e che i problemi sollevati dal suo partito erano esclusivamente di rappresentanza politica in seno alla giunta. Ferma anche la posizione del Pd, che dopo l'esposto al prefetto in merito alla modalità di svolgimento seduta del 29 luglio, aveva presentato una sua autonoma mozione di sfiducia e si diceva pronto a votarla. E il capogruppo Alessandro Tambellini aveva annunciato anche il voto negativo agli equilibri di bilancio e ad una variazione di bilancio per riconoscere altri 500mila euro di debiti. Per il Pd, è l'ora che la giunta faccia definitivamente chiarezza sulla reale situazione del bilancio. Pure Antonio Sichi, della Federazione della sinistra, che non aveva firmato alcuna mozione, aveva confermato quanto da tempo aveva annunciato, ovvero il suo voto contro Agnitti motivato come un atto politico "per la gravissima colpa dell'amministrazione che non aveva saputo sottrarre dall'agone politico l'unica figura istituzionale del consiglio comunale". «Voterò le mozioni perché Agnitti è una figura di rilievo del Pdl lucchese - aveva detto Sichi - e purtroppo né il partito né la maggioranza lo hanno sostenuto e aiutato a uscire da questa arena. L'amministrazione ha usato il presidente del consiglio comunale come parafulmine».
Le diverse posizioni tra i gruppi consiliari comunque apparivano ferme e chiare, anche se fino all'ultimo nessuno se l'era sentita di escludere cambiamenti repentini dell'ultimo minuto. Non fosse altro per quella sorta di sondaggio tentato dall'amministrazione per capire le posizioni ufficiali che sarebbero state prese in serata dai consiglieri che non avevano ancora siglato alcun documento. Ancora più attesa c'era stata per l'estremo tentativo da parte del sindaco di far rientrare la crisi di maggioranza recuperando un rapporto organico, anche nell'esecutivo, con Forza Lucca. Nell'incontro fissato per le 16.30 ai dinelliani era stata infatti offerta la possibilità di avere due posti in giunta.
L'operazione però non sarebbe stata del tutto indolore, perché l'intenzione del sindaco era quella di aumentare di uno solamente il numero degli assessori ricavando l'altro posto con un taglio, probabilmente relativo a un esponente del Pdl convinto a farsi da parte. Un tentativo quasi disperato perché era difficile pensare a una riconciliazione, a maggior ragione dopo gli attacchi mossi giovedì scorso dall'assessore Buonriposi a Forza Lucca durante la relazione sulle mense. Ma a indurre Dinelli a non accettare l'offerta del sindaco c'erano state anche altre considerazioni, mozione anti Agnitti a parte: per il capogruppo di Forza Lucca era assurdo accettare di entrare in giunta senza aver mai discusso il programma di fine mandato, su cui più volte era stato chiesto un confronto al sindaco. Per Dinelli, nel periodo di poco più di anno che separa dalle elezioni in base alla scadenza naturale del mandato, nel 2012, l'amministrazione comunale deve assolutamente concentrarsi su poche priorità per dare risposte concrete alla città nel rispetto del programma. Fondamentale resta quindi, a giudizio di Forza Lucca, sapere quali sono per il sindaco queste priorità. A sostenere la posizione di Dinelli era poi arrivata, poco dopo, la decisione unanime dei sette consiglieri di Forza Lucca che nella riunione del gruppo avevano convenuto che non c'erano le condizioni per una collaborazione organica con l'amministrazione Favilla, alla quale peraltro veniva rinnovato un appoggio esterno che si assicurava sarebbe stato leale e convinto e motivato dalla piena fiducia nei confronti del sindaco.
Prima degli incontri del tardo pomeriggio era già chiara anche la posizione degli altri gruppi con il capogruppo dell'Udc Luigi Bertani che, a titolo personale, diceva di non aver mai messo in discussione la posizione di Agnitti e che i problemi sollevati dal suo partito erano esclusivamente di rappresentanza politica in seno alla giunta. Ferma anche la posizione del Pd, che dopo l'esposto al prefetto in merito alla modalità di svolgimento seduta del 29 luglio, aveva presentato una sua autonoma mozione di sfiducia e si diceva pronto a votarla. E il capogruppo Alessandro Tambellini aveva annunciato anche il voto negativo agli equilibri di bilancio e ad una variazione di bilancio per riconoscere altri 500mila euro di debiti. Per il Pd, è l'ora che la giunta faccia definitivamente chiarezza sulla reale situazione del bilancio. Pure Antonio Sichi, della Federazione della sinistra, che non aveva firmato alcuna mozione, aveva confermato quanto da tempo aveva annunciato, ovvero il suo voto contro Agnitti motivato come un atto politico "per la gravissima colpa dell'amministrazione che non aveva saputo sottrarre dall'agone politico l'unica figura istituzionale del consiglio comunale". «Voterò le mozioni perché Agnitti è una figura di rilievo del Pdl lucchese - aveva detto Sichi - e purtroppo né il partito né la maggioranza lo hanno sostenuto e aiutato a uscire da questa arena. L'amministrazione ha usato il presidente del consiglio comunale come parafulmine».
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