Il Tirreno

Lucca

Pubblico attento e divertito in Provincia per la lectio di Eco sulle lingue straniere

Umberto Eco in Provincia
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Umberto Eco in Provincia

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 LUCCA. Ken Follett lo ha definito noioso, preferendo al "Nome della rosa" i propri romanzi medievali e, semmai, quelli di Dan Brown. Non la pensa così il pubblico accorso l'altra sera ad ascoltare Umberto Eco nella sala Ademollo della Provincia.  Mai si era vista così tanta gente per una conferenza. Anzi, una lectio magistralis, arrivata a conclusione della Giornata europea delle lingue tenuta tra Pisa e Lucca. Una conferenza, quella di Eco, dottissima, com'è nel suo stile. Piena di citazioni. Sicuramente difficile. Eppure divertente, a tratti ironica, qualche volta spiazzante. Così il semiologo scrittore - presentato come l'intellettuale che tutto il mondo ci invidia - ha catturato per oltre un'ora l'attenzione del pubblico, tra cui insegnanti e studenti.  Il tema della sua lezione - la nascita delle lingue - era certamente tosto e non propriamente dei più comuni. Ma Eco è Eco e così, in mezzo a una quantità impressionante di rarissimi rimandi letterari, citazioni latine e dotti aneddoti, è riuscito ancora una volta, dopo incredibili acrobazie di pensiero, a sintetizzare concetti elaborati o tematiche controverse con frasi di disarmante semplicità e, spesso, ironiche e scanzonate.  Tanto che alla fine il pubblico, nonostante un'ora di lectio magistralis, non era affatto stanco. Un commento su tutti, quello di Alberto Del Carlo, presidente della Fondazione Banca del Monte di Lucca che ha contribuito all'iniziativa: «Ci ha fatto divertire per un'ora». P.T.

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