Finanza
Non versò 587mila euro allErario
Peculato, 4 anni a un commerciante
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Un videogioco al centro del processo tra i Monopoli e il titolare di unazienda di noleggio condannato a 4 anni 2 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Il titolare di un'azienda di noleggio di giochi elettronici e macchine distributrici è stato condannato a quattro anni di reclusione con l'accusa di peculato. Oltre alla condanna penale i giudici gli hanno inflitto la pena accessoria dell'interdizione quinquennale dai pubblici uffici. Stando agli inquirenti nel periodo che va dal settembre 2004 all'ottobre 2005 avrebbe omesso di versare quasi 587mila euro alla HBG, azienda incaricata di pubblico servizio per aver ricevuto in concessione dai Monopoli di Stato il compito di riscuotere i canoni previsti dalla legge sull'uso dei videogiochi nei locali d'intrattenimento per poi versarli all'Erario. I giudici del tribunale (presidente Valentino Pezzuti, a latere Profeta e Billet) hanno condannato Enio Biggi, 59 anni, residente a Bellaria, titolare della «B & B» srl con sede in via Pesciatina a Lunata che per l'accusa avrebbe omesso di versare a titolo di prelievo erariale unico 587mila euro soldi destinati all'Erario e ottenuti attraverso il noleggio di apparecchiature elettroniche fornite dalla «B & B» a bar, esercizi pubblici e sale gioco delle province di Reggio Emilia, Modena e Ferrara. Biggi era anche accusato di aver omesso di versare all'Erario oltre diciottomila euro di canone Aams (aiuti alle famiglie bonus giochi). Ma da quell'imputazione è stato assolto per non aver commesso il fatto. A far partire l'indagine è stato il legale rappresentante della HBG, Filippo De Luca, la cui azienda ha ottenuto la concessione degli apparecchi da gioco da parte dei Monopoli di Stato. Attraverso un esposto denuncia circostanziato nel quale evidenziava il consistente ammanco causato dal mancato versamento della «B & B» relativo al periodo 2004-2005 a cui veniva inviata immediata disdetta. La HBG, parte civile nel processo proprio attraverso l'amministratore, ha ottenuto un risarcimento a titolo provvisionale di 20mila euro. Per ottenere la rimanente somma sarà necessaria una causa civile.
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