Finanza
«Ho agito nella piena correttezza»
Lo sfiduciato: «Ho difeso l'istituzione dalle pressioni esterne»
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LUCCA. A viso aperto, convinto di aver agito correttamente come sempre, l'avvocato Marco Agnitti, presidente del consiglio comunale, ha rivendicato la validità del proprio operato a difesa della istituzione della presidenza del consiglio comunale. Nel suo intervento ha ribadito l'obiettivo della sua azione: creare un clima di dialogo. Nel prosieguo del suo intervento Agnitti ha ricordato tutte le novità introdotte per rendere più snello il funzionamento del consiglio e rendere più trasparenti gli atti e la loro consultazione. Il presidente ha poi ribadito che non accettava passivamente alcuna critica sul piano morale o giuridico: «Posso accettare viceversa, serenamente, il giudizio politico, riservandomi ovviamente di riflettere sull'andamento della discussione. Per me è importante il concetto che la maggioranza di voi abbia fiducia nel mio sforzo sincero di non mortificare le istanze di nessuno. Ho il dovere di difendere la presidenza contro il rischio che rimanga in balia delle pressioni interne ed esterne: vedete quando si scrive esplicitamente in alcune delle mozioni che il futuro presidente per essere super partes, dovrà dare alcune soluzioni e le si indicano, si fa un errore macroscopico in termini logici: si vuole un presidente autonomo e poi gli diamo un mandato imperativo, un ordine». In merito agli episodi contestagli nelle mozioni, Agnitti ha ricordato che per la seduta del bilancio consuntivo «verificata la tempistica è emerso il fatto nella sua evidenza e a tal proposito ho risposto al prefetto: in sintesi tra la fine dell'appello iniziale, con regolare numero legale e la richiesta successiva di verifica del numero legale passano 1,40 secondi e già questo dice qualcosa. Ammesso che nell'intreccio delle prenotazioni sia sfuggito qualcosa, si è privilegiata l'efficacia dell'azione amministrativa rispetto alla interruzione fine a se stessa, in seguito alla quale, comunque, la maggioranza avrebbe ricostituito il numero legale. Francamente questo può e deve giustificare un approfondimento e magari un esposto al prefetto, ma non una revoca che colpisce un presidente che ha sempre attuato le sue prerogative con molta prudenza». Per la costituzione del gruppo del consigliere Lucchesi, il presidente afferma poi di aver agito anche sulla base del parere del dott. Angeli, facente funzioni di segretario, senza aver subito alcuna pressione. Come per la questione della costituzione del gruppo del Pdl: Agnitti ha ribadito di aver deciso con il supporto del parere del segretario generale.
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