La manifestazione
Biomasse, ora c'è il ricorso al Tar
Viene chiesto l'annullamento dell'autorizzazione unica per la centrale
2 MINUTI DI LETTURA
BAGNI DI LUCCA. È ufficiale il ricorso al Tar per chiedere l'annullamento della determinazione dirigenziale numero 3305 dell'8 giugno 2010 con cui la Provincia ha dato il via all'autorizzazione unica alla società Alce per realizzare la centrale a biomasse nello stabilimento di Fornoli. Il ricorso, già depositato, è stato promosso da Legambiente attraverso il proprio presidente nazionale e rappresentante legale pro tempore Luigi Vittorio Cogliati Dezza. Si ricorre contro la Provincia (di Lucca), il Comune (di Bagni di Lucca) e («ove occorrer possa») contro la Regione e nei confronti di Alce spa. Legambiente è rappresentata e difesa dall'avvocato Nicola Marcuccetti di Massa. Viene spiegato che «la centrale progettata nel sito industriale della società controinteressata è destinata a divenire una delle più grandi centrali a biomasse solide dell'Italia centrale: avrà una potenza termica di 48,5 megawatt e brucerà ogni anno almeno 150mila tonnellate di biomassa (legname) che dovrebbero in parte provenire dal territorio circostante e in parte dagli scarti della lavorazione del legno per la produzione di tannino effettuata nello stesso stabilimento industriale. Contestualmente alla centrale è stato autorizzato anche un elettrodotto che collegherà la nuova centrale termoelettrica alla stazione elettrica situata in località Piano della Rocca nel territorio di Borgo a Mozzano». Si specifica inoltre che «la centrale è stata autorizzata in un'area classificata ad elevata vulnerabilità intrinseca degli acquiferi, contravvenendo alle prescrizioni dell'articolo 27 del piano territoriale di coordinamento che vietano la realizzazione di nuove centrali termoelettriche in tali aree». Tra le legittimazioni e l'interesse al ricorso, Legambiente pone al primo posto la tutela della salute dei cittadini, oltre che quella del paesaggio e del patrimonio storico che la centrale andrebbe, nella visione dell'associazione ricorrente, a deturpare. Tra le contestazioni sollevate nelle quasi sessanta pagine che compongono il testo del ricorso c'è - argomento già sollevato anche dai comitati Ambiente e Salute che si battono contro la centrale - il fatto che la richiesta di autorizzazione presentata da Alce per realizzare l'impianto a biomasse «non sia mai stata sottoposta ad alcuna procedura di Via (valutazione di impatto ambientale, ndr) e neppure a procedure di verifica, né all'epoca del suo insediamento, né in occasione delle successive autorizzazioni amministrative che hanno consentito la permanenza dell'impianto e la prosecuzione della sua attività». Intanto, degli scenari futuri per l'Alce si è parlato ieri a Firenze, dove si è svolta una riunione tecnica a cui hanno partecipato Fidi Toscana, la Provincia di Lucca, i vertici dell'azienda e un imprenditore interessato a realizzare una nuova attività nelle aree dello stabilimento che saranno dimesse. Durante l'incontro, cui era presente l'assessore provinciale Francesco Bambini, sono state delineate alcune ipotesi per supportare il nuovo progetto industriale. Il prossimo incontro si svolgerà a metà ottobre.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google