Il dolore
Pdl pronto alle elezioni
Ilaria Bonuccelli
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Il sindaco Favilla col ministro MatteoliForza Lucca non ritira la sfiducia al presidente Agnitti
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LUCCA. La condizione è posta: prima di parlare di poltrone (assessorati, pardon) o di programmi, il Pdl pretende che Forza Lucca ritiri la mozione di sfiducia al presidente del consiglio comunale, Marco Agnitti, in discussione stasera. Eliminata quella, allora si può ragionare. Anche se, nel Pdl, il partito del voto anticipato è sempre più numeroso. Il ragionamento del Pdl è semplice: andare al voto anticipato in primavera avrebbe un doppio vantaggio. Intanto Forza Lucca non avrebbe tempo per trovare un candidato forte, a differenza del Pdl che sembra intenzionato a rilanciare l'ex sindaco Pietro Fazzi; inoltre il centrodestra eviterebbe un anno e mezzo di contrasti interni e di consiglio comunale paralizzato (o quasi), con il rischio di perdere le elezioni e uno dei più importanti Comuni nella Toscana rossa. L'atteggiamento da tenere in consiglio comunale stasera e nei confronti degli alleati di FL è stato discusso in un incontro che il Pdl ha fissato per ieri sera alle 21, a 24 ore dall'incontro domenicale con i consiglieri regionali del partito e con il sindaco. Il quale sarebbe per adottare nei confronti di FL un atteggiamento più morbido. Almeno in apparenza. Pare, infatti, che Mauro Favilla sia tentato di fare spazio in giunta per due assessori di Forza Lucca, al contrario del diktat del ministro Altero Matteoli che ne vorrebbe concedere solo 1 ai colleghi di maggioranza. Questi due assessori, però, dovrebbero essere interni: da scegliere, insomma, fra i consiglieri comunali del gruppo di Maurizio Dinelli. Ufficialmente la ragione di questa posizione sarebbe la necessità di avere nell'esecutivo, nell'ultimo anno e mezzo di mandato, persone con una certa esperienza amministrativa; in realtà, con una mossa del genere Favilla ridurrebbe da 7 a 5 il gruppo di FL e garantirebbe al Pdl due uomini in più, visto che i primi dei non eletti, destinati a sostituire i consiglieri promossi ad assessori, sono fedelissimi di FI e An. Senza contare che Favilla avrebbe sempre il potere di revocare le deleghe agli assessori di Forza Lucca, liberandosi in un colpo di 2 consiglieri comunali scomodi e di 2 amministratori. Queste ipotesi, però, devono fare i conti con le scelte di Forza Lucca che, almeno fino a ieri non aveva intenzione di ritirare la mozione contro Agnitti, nonostante la minaccia del Pdl che con il presidente del consiglio comunale, cadrebbe anche la giunta. Da questo orecchio, però, Dinelli e soci non ci sentono perché ribadiscono che sfiduciare Agnitti non significa sfiduciare il sindaco, visto che la faccenda «è amministrativa e non politica». Poi c'è la questione degli assessorati: Forza Lucca ribadisce di non aver mai forzato la mano sui numeri, 1, 2 o 3, ma di volere «pari dignità con il Pdl». Il conto per i dinelliani è presto fatto: con 11 consiglieri comunali, il Pdl ha 8 posti pesanti (7 assessori e il presidente del consiglio comunale, almeno per ora). Perciò con 7 consiglieri Forza Lucca vuole una rappresentanza proporzionale: 1 assessore se la giunta torna a 8, oppure 4 o 5 posti se resta a 12. In tutto questo, infine, c'è da considerare il terzo incomodo, l'Udc che sta sgomitando per avere più visibilità. Ad esempio con la presidenza del consiglio comunale per Luigi Bertani.
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