Il Tirreno

Lucca

Un’addetta alle pulizie all’Oasi Ghiselli si è rifiutata di svolgere mansioni non sue

Lavoratrice si ribella e perde il posto

B.A.

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 LUCCA. Assunta come addetta alle pulizie «viene obbligata a svolgere mansioni diverse, ovvero l'assistenza agli anziani ospiti della residenza, assistenza nel senso di pulirli e lavarli, senza il supporto della necessaria strumentazione. Tutto da fare con le proprie forze, compreso spostare gli anziani», spiega il sindacato.  L'inserviente, una donna rumena sui trent'anni - da due alle dipendenze (con un contratto part-time a tempo indeterminato) del pensionato Oasi Ghiselli, a Sorbano del Vescovo, gestito dalle suore Compassioniste -, si è ribellata. Si è rivolta al sindacato (la Fisascat Cisl) per conoscere quali fossero i termini precisi del suo contratto, le mansioni che era tenuta a svolgere oppure no, anche in virtù del fatto che, lei stessa ha ammesso, non è diplomata né come Osa né come Oss (i due gradi di qualifica per l'assistenza alla persona).  Il sindacato, spiega il segretario provinciale Fisascat Giampiero Guidi, si è preso a cuore il caso della donna.  Ha scritto alla direzione della residenza per anziani chiedendo che la donna venisse utilizzata solo per le mansioni che le competono. Ma l'indomani, continua il racconto di Guidi, «alla donna non è stato permesso di entrare al lavoro». È partita una seconda lettera, in cui la negazione dell'ingresso al lavoro è stata giudicata «non condivisibile e lesiva della dignità personale». Ma la donna non è stata fatta entrare nemmeno stavolta.  Guidi annuncia di avere già chiesto una conciliazione, sul caso, alla direzione provinciale del lavoro (il motivo: «utilizzo in mansioni superiori»). E annuncia anche che «informeremo l'Asl di questa situazione e chiederemo un sopralluogo all'ispettorato. Non escludiamo presidi di protesta davanti la struttura, la gente deve sapere».  Interpellata, suor Candida dell'Oasi Ghiselli fornisce la sua versione. «Questa donna - dice - ha gettato la fortuna dalla finestra. L'avevo assunta per assistere due anziani e per farla guadagnare di più, le avevo allungato l'orario con servizi di pulizia. A un certo punto si è rifiutata di fare i servizi per gli anziani. Prima ha detto che non li avrebbe svolti più dal primo ottobre, poi si è rifiutata l'indomani. Io ho dovuto sacrificare le suore perché svolgessero i compiti che spettavano a lei. Da sabato, per noi è ufficialmente sospesa dal lavoro; si occupa del caso il nostro consulente. Sono serena e tranquilla per il nostro comportamento. Mi dispiace soltanto che questa donna ha perso il lavoro».

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