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Lucca

Volevano portare via tre milioni ad Acque Spa

Laura De Liso
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Laura De Liso

Nuova accusa contestata ai due imputati, irreperibili dopo la scoperta dell'ammanco

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 MONSUMMANO. Una firma falsa della dirigente del settore amministrativo con cui veniva disposto un giroconto di 3 milioni di euro. Soldi che sarebbero dovuti transitare prima su un conto aziendale e poi accreditati su quelli personali degli imputati. Non c'è solo l'ipotesi di reato del concorso in peculato tra i capi di imputazione da cui dovranno difendersi Emanuele Enrico Busetta, 46 anni, residente a Monsummano e Laura De Liso, 42 anni, di Santa Margherita (Capannori).  Nel processo che si aprirà mercoledì a Pisa alla coppia in fuga viene contestato anche il concorso in falso materiale per l'operazione, non andata a buon fine, con la quale i due avrebbero cercato di appropriarsi di 3 milioni di Acque Spa. Per la procura Busetta e De Liso hanno fatto sparire 1,8 milioni di euro (di cui circa 480mila recuperati e 450mila sotto sequestro in una banca a Lugano, ndr) dalle casse di Acque Spa, il gestore idrico dove la donna fino all'agosto 2007 lavorava come impiegata.  Sarà un processo celebrato con ogni probabilità in contumacia. I due, tecnicamente latitanti dall'11 novembre 2008, da quando nei loro confronti venne emesso un ordine di custodia cautelare in carcere, difficilmente saranno in aula.  La prima udienza servirà a sbrigare le discussioni procedurali con la presentazione di eccezioni e a formalizzare la lista dei testi. Sia il pm che la difesa vogliono sentire i colleghi e i superiori della De Liso.  «Vogliamo capire - dice il legale della coppia - quali erano le procedure interne nel sistema dei pagamenti dei fornitori. Chi aveva le password per svolgere certe operazioni e quale livello di sicurezza informatica era in uso a livello aziendale».  Dai computer della società partirono diversi bonifici destinati a due conti correnti aperti a Montecatini e Larciano, nella disponibilità di Busetta. Dalla Valdinievole i soldi passarono il confine per finire in una banca di Lugano di cui l'uomo era cliente con un suo personale deposito di risparmi. A giudizio dell'accusa a fare i bonifici fu Laura De Liso che nei giorni seguenti presentò poi la lettera di dimissioni e sparì dopo aver venduto la casa a Santa Margherita. I due si trasferirono in Costa Rica per poi rientrare in Italia nel novembre 2008. Da allora vivono in latitanza.

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