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«Pannunzio non ha eredi» lo storico Teodori incanta la platea con tanti studenti e amministratori
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LUCCA. L'ex segretario radicale (oggi portavoce del Pdl) Daniele Capezzone erede del direttore de "Il Mondo" Mario Pannunzio? È la più grande sciocchezza che sia mai stata detta. Non si è smentito Massimo Teodori, ex parlamentare radicale e storico, intervenuto a Palazzo Ducale al convegno organizzato dalla Provincia per ricordare Pannunzio, l'intellettuale lucchese oggi, a cento anni dalla nascita. La tesi di Teodori è che il fondatore del settimanale "Il Mondo", a suo giudizio un capolavoro culturale e politico ineguagliabile, oggi non abbia eredi. E gli suscita ilarità, ma anche un po' di rabbia, che tanti, invece, rivendichino una qualche continuità con lui. Di tutto quello che è stato detto e scritto in questo anno di celebrazioni pannunziane, a Teodori è rimasta impressa l'attribuzione a Daniele Capezzone, ex segretario radicale e oggi portavoce del Pdl, di tale pesante eredità.
«È successo proprio qui a Lucca - ha ricordato lo storico -, ma non voglio fare nomi su chi abbia osato tanto. Dico solo che affermazioni come questa sfiorano il ridicolo, essendo un'emerita sciocchezza». Un'introduzione vivace che è servita a Teodori per ricordare la grandezza di Pannunzio che - ha puntualizzato lo studioso ripercorrendo l'opera dell'intellettuale - pose al centro della sua regola di vita e di azione culturale il ricongiungimento tra politica ed etica. Tra il pubblico anche un folto gruppo di studenti del liceo pedagogico, accompagnati dagli insegnanti e dal preside, che hanno dimostrato grande interesse per le argomentazioni portate da Teodori. In platea, inoltre, molti sindaci e amministratori locali, oltreché cittadini, docenti e dirigenti di enti. Ad aprire il convegno sono stati Stefano Baccelli, presidente della Provincia, e - a seguire - i senatori Andrea Marcucci e Luigi Compagna.
«È successo proprio qui a Lucca - ha ricordato lo storico -, ma non voglio fare nomi su chi abbia osato tanto. Dico solo che affermazioni come questa sfiorano il ridicolo, essendo un'emerita sciocchezza». Un'introduzione vivace che è servita a Teodori per ricordare la grandezza di Pannunzio che - ha puntualizzato lo studioso ripercorrendo l'opera dell'intellettuale - pose al centro della sua regola di vita e di azione culturale il ricongiungimento tra politica ed etica. Tra il pubblico anche un folto gruppo di studenti del liceo pedagogico, accompagnati dagli insegnanti e dal preside, che hanno dimostrato grande interesse per le argomentazioni portate da Teodori. In platea, inoltre, molti sindaci e amministratori locali, oltreché cittadini, docenti e dirigenti di enti. Ad aprire il convegno sono stati Stefano Baccelli, presidente della Provincia, e - a seguire - i senatori Andrea Marcucci e Luigi Compagna.
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