Il Tirreno

Lucca

Le inchieste rallentano l'iter

L’area sud ovest del centro interessata dal Piuss
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L’area sud ovest del centro interessata dal Piuss

Vana la richiesta di incontri con i vertici delle Opere

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 LUCCA. Necessario rinunciare alla convenzione con il Provveditorato alle Opere pubbliche Toscana-Umbria. Questa l'indicazione che l'architetto Mauro Di Bugno, dirigente dell'edilizia privata e responsabile del Piuss - dà al sindaco. Che stamani dovrebbe inviare una lettera ufficiale a Firenze per confermare la fine della collaborazione. Del resto - osserva Di Bugno - le vicende giudiziarie che hanno interessato il Provveditoraro «hanno comportato un pericoloso rallentamento sul programma di attuazione del Piuss. Più volte, inoltre, sono stati richiesti incontri con il provveditore vicario e poi con il nuovo provveditore, senza esito». E nonostante quanto stabilito dalla convenzione - insiste il Comune - il Provveditorato non aveva predisposto gli atti amministrativi necessari ai bandi di gara, assegnazione lavori e stipula dei contratti, nonostante le gare fossero state ridotte da 8 a 6.  Come se questo non bastasse - spiega Di Bugno - il Provveditorato aveva anche «evidenziato difficoltà operative e gestionali per la scelta del Comune di affidare i lavori in base al criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa (quella con il miglior rapporto fra costo e qualità del progetto esecutivo) invece che in base al criterio del massimo ribasso (adottato per tre interventi). In questo contesto, poi, si sono anche inserite ulteriori difficoltà degli uffici che avrebbero dovuto seguire questi procedimenti dal momento che anche la sezione di Livorno del Provveditorato era stata oggetto di ulteriori indagini da parte dell'autorità giudiziaria».

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