Il Tirreno

Lucca

Legano gli impiegati e rapinano le poste a San Concordio

Domenico Tani
Legano gli impiegati e rapinano le poste a San Concordio

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 LUCCA. Legano il direttore e un impiegato e rapinano l'ufficio postale di San Concordio per poi attendere l'apertura della cassaforte a tempo e fuggire con il malloppo. Un colpo da professionisti che frutta un bottino di 14.500 euro ai due malviventi dallo spiccato accento partenopeo che, dopo aver sistemato i soldi in una busta di cellophane, si allontanano dalla zona presumibilmente a bordo di un'auto guidata da un complice pronto ad attenderli con il motore acceso. Un'azione studiata da tempo e messa a segno in poco più di mezz'ora: dalle 8,30 alle 9. Accade in via Nottolini a San Concordio e a farne le spese sono il responsabile dello sportello e un impiegato, i primi a giungere in ufficio e ad aprire la porta d'ingresso. I banditi sono appostati lì vicino. E quando il direttore delle poste infila la chiave nella serratura, fa scattare il cilindretto e spinge l'anta per entrare i due rapinatori gli sono addosso. Età apparente sui 30-40 anni, altezza media, volto travisato da cappellini da baseball, guanti in lattice per impedire il riconoscimento attraverso le impronte digitali. Senza mostrare coltelli, trincetti o pistole fanno entrare il responsabile dello sportello - e poco dopo l'impiegato di turno - e li invitano a sistemarsi in un angolo del corridoio. Uno di loro cammina con una mano in tasca facendo credere ai dipendenti delle poste di tenere nascosta un'arma. Il tono usato dai banditi è conviviale. Non si chiamano per nome, non usano pseudonimi, non parlano in modo frettoloso o concitato. Si scambiano opinioni e si dividono i compiti chiamandosi reciprocamente «collega».  «Lega i due impiegati, collega» dice quello che sembra il capo al complice. Che per compiere l'operazione utilizza dei lacci di plastica, di quelli usati per legare pacchi e plichi, con i quali blocca i polsi dei due dipendenti postali. I due malviventi dopo avere tranquillizzato gli impiegati attendono una ventina di minuti. Il tempo necessario per l'apertura automatica della cassaforte. Quindi infilato le mazzette dei soldi in una busta di plastica e fuggono a piedi. A dare l'allarme al 113 gli stessi impiegati appena riescono a liberarsi intorno alle 9.15-9.30. Sul luogo della rapina piombano le volanti, gli agenti della Mobile e i militari della stazione di San Concordio. La caccia ai fuggitivi inizia con una serie di posti di blocco su le strade principali. Secondo gli inquirenti i due rapinatori avevano un complice ad attenderli all'esterno dell'ufficio postale e con il quale sono fuggiti a bordo di un'auto.  Difficile la ricerca di prove per incastrare i banditi visto che i rapinatori hanno usato guanti in lattice in modo da non lasciare impronte, che la telecamera a circuito chiuso interna allo sportello era guasta e che i malviventi avevano il volto travisato per non farsi riconoscere.  Dall'inizio dell'anno, c'è stato un forte incremento di rapine in banche, uffici postali, sale giochi, attività commerciali e distributori di benzina. Grazie all'attività investigativa delle forte dell'ordine, gli autori di alcune rapine sono già stati arrestati.

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