Il dolore
Voglia di elezioni nel centrodestra
Ilaria Bonuccelli Alessandro Petrini
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Il consiglio comunale La mozione contro l'assessore Buonriposi altra occasione di scontro
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LUCCA. Apre lo scontro, l'assessore all'istruzione Donatella Buonriposi. Attacco frontale a Forza Lucca, i 7 consiglieri messi fuori dal Pdl che hanno sollevato il problema delle nuove tariffe della mensa. Le danno man forte, poi, il capogruppo del Pdl, Lido Fava, e un esponente storico del centrodestra, Franco Fabbri. Non si usano mezzi termini: il gruppo di Maurizio Dinelli è solo a caccia di poltrone, dicono gli alleati (solo sulla carta) di maggioranza. La replica è altrettanto chiara: il Pdl, con questo atteggiamento, dimostra di cercare la rottura a tutti i costi. E di voler andare alle elezioni anticipate. Ormai è guerra aperta nel centrodestra. L'ultimo pretesto di scontro è la mozione di sfiducia, presentata dal Pd, contro Donatella Buonriposi, proprio per il caos sulle tariffe della mensa. L'assessore se la cava alla grande, visto che alla fine la mozione viene ritirata e che il Pd ancora non ha deciso se la ripresenterà: non è certo di avere i voti (anche propri, se si votasse a scrutinio segreto) per farla passare. In compenso, il centrodestra esce dalla discussione con le ossa rotte alla vigilia del voto sulla sfiducia al presidente del consiglio comunale, Marco Agnitti, altra bomba a orologeria. Tanto che il capogruppo del Pd, Alessandro Tambellini, accusa: «Si capisce che l'amministrazione Favilla è al capolinea. E se anche riuscisse ad andare avanti sarebbe ostaggio di tensioni pronte a esplodere in qualunque momento». Le difficoltà interne alla maggioranza sono tali che neppure il sindaco riesce a mettere pace fra Pdl e Fi. L'opera di mediazione, a consiglio comunale avanzato, fallisce. Parte del Pdl abbandona l'aula poco prima delle votazioni, contrario allo scrutinio segreto sulla sfiducia a Donatella Buonriposi e poco convinto dell'ordine del giorno di Forza Lucca presentato per incaricare la commissione cultura e istruzione di verificare e relazionale all'assemblea entro il marzo 2011 sulla «congruità delle tariffe della mensa decise dalla giunta», in difformità dalla proposta del consiglio comunale. È, dunque, conclamata la crisi di fiducia fra gli ex amici del Pdl che, però, ribadiscono il pieno sostegno a Mauro Favillo, sindaco incontestato, ma senza maggioranza. Esordisce Donatella Buonriposi accusando Forza Lucca di aver strumentalmente sollevato un polverone sulle mense, quando ormai era chiaro che la verifica (e il rimpasto di giunta) di metà mandato sarebbe saltato. Poi rincara Fava e quindi ci mette il carico da undici Fabbri: «Si può riconoscere qualche merito a Forza Lucca per aver indicato punti critici nella nuova tariffazione delle mense, ma a tutto c'è un limite. Vedo in questa posizione un espediente per spingere la verifica di giunta». Per evitare imboscate all'assessore, Fabbri (con altri del Pdl) abbandona l'aula con l'intenzione di far mancare il numero legale e di non far votare la mozione di sfiducia: non nasconde, infatti, il timore che Forza Lucca a scrutinio segreto, potesse votare con il Pd. Dinelli, però, respinge l'accusa: «Proprio noi di Forza Lucca - scrive - abbiamo chiesto una pausa del consiglio per concordare la linea. Abbiamo chiesto a Fava e a Donatella Buonriposi di dire, con chiarezza, in aula, se ci ritengono forza di maggioranza o di opposizione. Abbiamo anche dichiarato (fra le urla, ndr) che avremmo votato contro il documento del Pd e a favore del nostro ordine del giorno, modificato su richiesta del sindaco». Invece - prosegue Forza Lucca - al rientro in aula «la metà dei consiglieri del Pdl se n'era andata. Così ha impedito di bocciare il documento del Pd e approvare quello della maggioranza. Dopo questo boicottaggio incomprensibile, chiediamo al Pdl se stia cercando un motivo per terminare anticipatamente il mandato. Attendiamo la risposta, insieme al chiarimento politico dell'assessore, prima del prossimo consiglio sulle mense, perché con le sue posizioni oltranziste ha perso la nostra fiducia». Del resto - osserva Giuliana Baudone, di Forza Lucca - ancora oggi «non sappiamo quante siano le richieste di esenzione e agevolazione, quali siano i redditi medi delle famiglie lucchesi e quanto gravino sulle famiglie i 90 centesimi di aumento a pasto deliberati dalla giunta». È possibile che queste risposte non arrivino mai. Perché è possibile che non ci sia un nuovo consiglio sulle mense. Se in un primo momento il Pd aveva intenzione di ripresentare la mozione di sfiducia in una forma che avrebbe consentito il ricorso allo scrutinio segreto (escluso dal vicesegretario generale), oggi è incerto, perché non sa se può contare su tutti i voti dei propri consiglieri. Tanto l'occasione per dare una spallata alla giunta ce l'avrà martedì, con il voto di sfiducia ad Agnitti che potrebbe dare il colpo di grazia ai rapporti fra Pdl e Forza Lucca.
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