Sicurezza
Inammissibile la sfiducia ad Agnitti
I.B.
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Franco Fabbri Fabbri (Pdl) si rivolge alla Prefettura per fermare la discussione
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LUCCA. In aula niente voto di sfiducia a Marco Agnitti, presidente del consiglio comunale. Franco Fabbri, già capogruppo di Fi, invita, infatti, l'amministrazione comunale a sottoporre alla Prefettura la questione delle tre mozioni di sfiducia presentate da Forza Lucca (i 7 consiglieri ex Pdl), Pd e Governare Lucca. Secondo Fabbri, infatti, le mozioni non sono ammissibili, non basandosi su fondamenti giuridici solidi. «E l'unico motivo per cui Forza Lucca ne ha presentato una propria - insiste - è perché è a caccia di poltrone (il presidente del consiglio comunale, infatti, percepisce uno stipendio pari a quello degli assessori, ndr)». In sostanza, Fabbri non crede alla buona fede di Forza Lucca «che da una parte assicura di non voler posti di alcun genere e dall'altra, però, fa di tutto per sfiduciare assessori e presidente del consiglio comunale. Peraltro senza motivo. Infatti, le questioni che vengono contestate ad Agnitti sono inconsistenti. Tutte le scelte che il presidente ha preso sono avallate da pareri del segretario generale: pareri che non poteva disattendere a meno di non voler incorrere in omissioni d'atti d'ufficio». In particolare Fabbri si sofferma sulla questione dell'esclusione dei 7 consiglieri di Forza Lucca dal Pdl, decretata in consiglio comunale da Agnitti: «Anche in quella circostanza - riprende il consigliere - il presidente non ha fatto altro che prendere atto di una disposizione inviata dai dirigenti nazionali e regionali del Pdl che hanno inviato due lettere al Comune per indicare quali siano gli esponenti ufficiali del partito. Agnitti doveva forse ignorare queste chiare indicazioni? Si è comportato in modo corretto: ha invitato i 7 a cercarsi un altro nome». In sostanza - osserva Fabbri - ad Agnitti nessuno può contestare «ripetute e gravi violazioni nella conduzione del consiglio comunale, condizione imposta dalla legge per giustificare la presentazione di una mozione di sfiducia. Oltretutto Agnitti mai ha fatto pesare la propria opinione politica nella gestione dell'assemblea». Di fronte a questa situazione, Fabbri sollecita l'amministrazione comunale a sottoporre alla Prefettura la questione della sfiducia ad Agnitti «che, oltretutto, ricopre un ruolo istituzionale e non politico. In virtù di questo suo ruolo, il presidente del consiglio comunale non può ignorare le direttive del segretario generale dal quale dipende per le questioni legali. E visto che il segretario generale ha come riferimento la Prefettura, a quell'ente i partiti si devono rivolgere per un intervento su Agnitti». Come ha già fatto il Pd per contestare la sua conduzione del consiglio comunale sul bilancio.
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