Il dolore
Il Comune dovrà fornire alla Procura la prova di aver pubblicizzato i contributi dei aspiranti sindaco
Chiesti i rendiconti dei candidati
Screening sui versamenti effettuati da aziende e società
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Nei prossimi giorni il Comune dovrà fornire alla squadra di polizia giudiziaria dei carabinieri la prova di aver pubblicizzato un mese dopo l'elezione del primo cittadino - attraverso l'affissione all'albo o annunci sui quotidiani - il rendiconto delle spese e dei contributi dei candidati a sindaco nelle amministrative del 2007. Lo stabilisce una legge del 1993 e successive modifiche relativa all'elezione diretta del sindaco per i comuni superiori ai 50mila abitanti che riguarda, logicamente, anche Lucca.
È l'unica novità nell'inchiesta sul finanziamento pubblico ai partiti aperta dalla procura della Repubblica dopo che è stato appurato il contributo di 7.500 euro alla campagna elettorale dell'attuale sindaco Mauro Favilla da parte dell'ex presidente della Lucchese Calcio, Fouzi Hadj, indagato per bancarotta fraudolenta documentale e per distrazione dopo il crac milionario del novembre 2008. Ad oggi gli investigatori hanno in mano un unico cheques datato giugno 2007 che l'allora plenipotenziario rossonero elargì per finanziare il candidato del centrodestra. Ad oggi niente assegni trovati nella contabilità del club rossonero per gli altri candidati a sindaco come ha sempre sostenuto l'ex segretario sportivo Antonio Magli. Uno cheques - quello da 7.500 euro - contabilizzato sia sul libro giornale della Lucchese alla voce «Mazzoni» che sul conto elettorale pro Favilla acceso alla filiale di San Concordio della CdR di Lucca e tenuto dal fiduciario del sindaco, il commercialista Natale Mazzoni.
Un conto che non è stato chiuso al termine della campagna elettorale, ma è rimasto aperto a lungo. Ma su quel piccolo contributo si concentra l'attività della procura. Perchè Hadj prima di elargire il finanziamento al candidato Favilla, stando agli investigatori, avrebbe dovuto convocare l'assemblea dei soci come prevede la legge sul finanziamento pubblico ai partiti. Ma da gennaio a giugno nella contabilità non esistono documenti comprovanti la convocazione dell'assemblea dei soci e nemmeno del consiglio d'amministrazione. Oltretutto Hadj non era l'unico socio. C'era ancora l'imprenditore Emilio Gioia che aveva tenuto una quota inferiore allo 0,5% del pacchetto azionario a titolo di controllo e unicamente per il bene della Lucchese. E in quel periodo Gioia e i suoi legali non ricevettero convocazioni per l'assemblea dei soci. Allo stesso modo i carabinieri verificheranno la gestione dei contributi - il più alto venne versato dalla Snai - delle altre società di capitali che alle amministrative del 2007 offrirono sostegno economico alla campagna elettorale pro Favilla per capire se, prima di elargire finanziamenti, le aziende abbiano riunito o meno l'assemblea dei soci per decidere sullo stanziamento come prevede la legge sul finanziamento pubblico ai partiti. Per alcune precisazioni sui due assegni - poi risultati totalmente estranei al finanziamento della campagna elettorale - la pg ha richiamato come persona informata dei fatti l'ex segretario della Lucchese, Antonio Magli. L.T.
È l'unica novità nell'inchiesta sul finanziamento pubblico ai partiti aperta dalla procura della Repubblica dopo che è stato appurato il contributo di 7.500 euro alla campagna elettorale dell'attuale sindaco Mauro Favilla da parte dell'ex presidente della Lucchese Calcio, Fouzi Hadj, indagato per bancarotta fraudolenta documentale e per distrazione dopo il crac milionario del novembre 2008. Ad oggi gli investigatori hanno in mano un unico cheques datato giugno 2007 che l'allora plenipotenziario rossonero elargì per finanziare il candidato del centrodestra. Ad oggi niente assegni trovati nella contabilità del club rossonero per gli altri candidati a sindaco come ha sempre sostenuto l'ex segretario sportivo Antonio Magli. Uno cheques - quello da 7.500 euro - contabilizzato sia sul libro giornale della Lucchese alla voce «Mazzoni» che sul conto elettorale pro Favilla acceso alla filiale di San Concordio della CdR di Lucca e tenuto dal fiduciario del sindaco, il commercialista Natale Mazzoni.
Un conto che non è stato chiuso al termine della campagna elettorale, ma è rimasto aperto a lungo. Ma su quel piccolo contributo si concentra l'attività della procura. Perchè Hadj prima di elargire il finanziamento al candidato Favilla, stando agli investigatori, avrebbe dovuto convocare l'assemblea dei soci come prevede la legge sul finanziamento pubblico ai partiti. Ma da gennaio a giugno nella contabilità non esistono documenti comprovanti la convocazione dell'assemblea dei soci e nemmeno del consiglio d'amministrazione. Oltretutto Hadj non era l'unico socio. C'era ancora l'imprenditore Emilio Gioia che aveva tenuto una quota inferiore allo 0,5% del pacchetto azionario a titolo di controllo e unicamente per il bene della Lucchese. E in quel periodo Gioia e i suoi legali non ricevettero convocazioni per l'assemblea dei soci. Allo stesso modo i carabinieri verificheranno la gestione dei contributi - il più alto venne versato dalla Snai - delle altre società di capitali che alle amministrative del 2007 offrirono sostegno economico alla campagna elettorale pro Favilla per capire se, prima di elargire finanziamenti, le aziende abbiano riunito o meno l'assemblea dei soci per decidere sullo stanziamento come prevede la legge sul finanziamento pubblico ai partiti. Per alcune precisazioni sui due assegni - poi risultati totalmente estranei al finanziamento della campagna elettorale - la pg ha richiamato come persona informata dei fatti l'ex segretario della Lucchese, Antonio Magli. L.T.
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