Finanza
Toscopan, decide il tribunale
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Una manifestazione dei dipendenti Toscopan (Vip) Il 14 ottobre ammissione al concordato o fallimento dell'azienda
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ALTOPASCIO. Giovedì 14 ottobre il tribunale fallimentare deciderà se ammettere al concordato preventivo la Toscopan di Altopascio, azienda leader nella Piana della produzione, commercializzazione e distribuzione di pane fresco e precotto. Una data attesa per i 120 dipendenti (più 30 d'indotto) che temono per il loro posto e che dallo scorso luglio lavorano a regime ridotto. Il debito dell'azienda ammonta a oltre 20 milioni. Il dottor Roberto Di Grazia, consulente Toscopan, sta vagliando la fattibilità e la concretezza dell'offerta d'intervento a garanzia di Fiditoscana per apportare una modifica del piano depositato in tribunale a fine agosto. È ancora presto quindi per la ripresa a pieno regime della produzione come invece ha affermato il presidente della Regione, Enrico Rossi, nel corso di una conferenza stampa. Prima ci sarà da superare il vaglio del tribunale fallimentare e del giudice delegato che attende ulteriori garanzie per emettere il decreto di ammissione al concordato preventivo e nominare un commissario giudiziario. Un concordato che dovrà far fronte a debiti per oltre 20 milioni di cui 4 milioni e 857mila nei confronti dei creditori privilegiati e 15 milioni e 888mila relativi ai chirografari. Un concordato in continuità dell'attività produttiva e operativa sino alla cessione di tutti i beni, crediti e diritti in accettazione della proposta irrevocabile d'acquisto presentata dalla ditta Fata snc per 4,7 milioni subordinata alla richiesta di conservazione del maggior numero di posti di lavoro e, al momento dell'omologa di concordato preventivo (entro sei mesi), di una fideiussione bancaria di pari importo. Uno scenario che potrebbe anche modificarsi alla luce dell'intervento di Fiditoscana e della task force regionale. Se non venisse concesso il concordato preventivo in caso di declaratoria fallimentare non potrebbero essere soddisfatti nemmeno i creditori privilegiati mentre, in caso di accoglimento dell'istanza, sarebbero soddisfatte integralmente alcune categorie di creditori privilegiati (quelli muniti di pegno e ipoteca) mentre per i chirografari su un credito di 1,7 milioni i fornitori di farine (mulini) otterrebbero 193mila euro (11%) e gli artigiani e altri fornitori su un credito di 10 milioni otterrebbero 1 milione (10%).
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