Il Tirreno

Lucca

Stop al distributore di panini

Barbara Antoni
Giovanni Martini e il distributore di panini
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Giovanni Martini e il distributore di panini

Sta per aprire, commercianti sul piede di guerra

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 LUCCA. Pubblici esercizi contro il distributore automatico di cibi e bevande in allestimento in via San Girolamo. Se entrerà in funzione, 24 ore al giorno, come annunciato «chiederemo anche noi una proroga all'orario di apertura. Perché un bar deve chiudere tassativamente alle una quando invece un distributore non chiude mai?».  La battaglia è già cominciata, fanno intuire le parole di Giovanni Martini, presidente della commissione centro storico di Ascom.  «O si mettono paletti di orario anche al distributore automatico o rivediamo l'orario di apertura dei pubblici esercizi - continua Martini -. Quella dell'automatico è una concorrenza sleale. Non vedo perché un bar deve per forza chiudere alle una e quindi rinunciare a fare somministrazioni quando accanto c'è un automatico che sta sempre aperto. L'automatico è un problema molto più grave della questione sui kebab. Quelli che avevano aperto nel centro storico prima dell'ordinanza che ne vietava la presenza, osservano precise regole. Un automatico no: sta sempre aperto».  L'automatico è quello in via San Girolamo; l'allestimento è in corso da due mesi. È stata la rivendita che ha fatto scatenare, a inizio agosto, la polemica contro questi esercizi fantasma, che i commercianti hanno contestato in blocco, tanto da convincere il sindaco Favilla, in tempi rapidi (nemmeno un mese) a emettere un'ordinanza in cui ne vieta la presenza nel centro storico. Solo che l'autorizzazione per l'automatico in via San Girolamo è precedente all'ordinanza: quindi può essere realizzato.  Le sue ripercussioni sul lavoro dei pubblici esercizi del centro storico, così come la questione dei negozi di vicinato che, sempre nel centro storico, somministrano cibi e bevande come fossero pubblici esercizi, sarà affrontata martedì 28 settembre nel corso di un incontro di una (numerosa) delegazione di Ascom (ne faranno parte, oltre Martini, Giuliano Pacini e Mario Bini, vice presidente quest'ultimo della categoria pubblici esercizi di Ascom) con l'assessore al commercio e alle attività produttive Filippo Candelise.  «Occorre regolarizzare e limitare l'ingresso di nuovi negozi di vicinato nel centro storico - aggiunge Martini -. Finora si sono viste aperture in modo scriteriato: non si può in nove metri quadrati aprire un pubblico esercizio. La nostra richiesta di limitazione riguarda i negozi futuri; quelli esistenti devono lavorare ma osservando delle regole».  «Ci giungono numerose lamentele, specialmente da bar e ristoranti: questi ultimi protestano per la concorrenza sleale di bar e negozi di vicinato che fanno ristorazione», gli fa eco Pacini, funzionario di Ascom e titolare dello storico ristorante "La Buca".  «Occorre riorganizzare il quadro dei pubblici esercizi, perché le aperture vengano limitate - continua Pacini -. Un po' come l'amministrazione comunale fece per i kebab: non si può infestare il centro storico con attività che danno da mangiare su un pezzo di carta, che inducono la gente a mangiare per strada e a gettare cartacce ovunque. Purtroppo attività di questo genere hanno continuato a proliferare: noi vogliamo salvaguardare la tipicità e il decoro della ristorazione lucchese».  Pacini interviene anche sugli automatici. Che sono «giusti - ritiene - in fabbriche e grandi magazzini, non nel centro storico. Piuttosto, il centro ha bisogno di mantenere il suo decoro e il suo garbo, non deve stravolgere le sue caratteristiche più preziose». In questo senso, conclude Pacini, una minaccia è rappresentata anche «dalle grandi catene: prima la gente veniva a Lucca, oltre che per ammirare la città, anche per fare acquisti in negozi unici, esclusivi. Ora purtroppo si sta mercificando tutto».  

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